Religione

Due anni fa diventava beata Emilia la canestraia, martire nella guerra civile spagnola

Emilia Fernandez Rodriguez è la prima e finora unica donna di etnia rom elevata all’onore degli altari nella storia della Chiesa, e il 25 marzo ricorre il secondo anniversario della proclamazione e della celebrazione della sua beatificazione. Non una beata qualsiasi: Emilia la canestraia, gitana nativa di Tijola, un villaggio della diocesi di Almeria nel sud della Spagna, è parte della vasta schiera dei martiri della fede trucidati in molti modi dai combattenti repubblicani durante la Guerra civile spagnola del 1936-39. Come pure Ceferino Giménez Malla detto “El Pelè”, l’unico altro beato di etnia rom proclamato dalla Chiesa, catechista e terziario francescano, anche lui un gitano spagnolo fucilato il 9 agosto 1936 per aver solidarizzato con un prete che stava per essere arrestato dai miliziani.

MORTA AD ALMERIA E GETTATA IN UNA FOSSA COMUNE

Di Emilia non esiste una tomba o una reliquia, perché dopo la morte nella prigione di Gachas-Colorás ad Almeria il 25 gennaio 1939 fu sepolta in una fossa comune (lo stesso destino di Ceferino). Ma un suo grande ritratto a tempera è collocato in una cappella laterale della mezquita-cattedrale (dedicata all’Immacolata Concezione) di Cord...

Categoria: 
Fonte: 

Abusi. Anche la procura di Lione ricorre in appello contro la condanna di Barbarin

Philippe Barbarin ha incontrato stamattina papa Francesco in Vaticano per consegnargli la lettera di dimissioni da arcivescovo di Lione. Come sottolineato dal suo portavoce, monsignor Emmanuel Gobilliard, il cardinale aveva preso questa decisione prima della condanna in primo grado a sei mesi di carcere, con la condizionale, per non aver denunciato abusi sessuali. Questi sono stati commessi da padre Bernard Preynat nella diocesi di Lione 20 anni prima della nomina di Barbarin ad arcivescovo.

Secondo Barbarin, che si è sempre dichiarato innocente, «le vittime hanno sofferto troppo, la diocesi ha sofferto troppo, forse è tempo che ci sia un cambiamento». Il Papa aveva già respinto una precedente richiesta di dimissioni nel 2016. Ora dovrà decidere se accettare, rifiutare o sospendere momentaneamente il cardinale dalle sue funzioni in diocesi in attesa del processo di appello.

PERCHÉ BARBARIN ERA STATO SCAGIONATO

Gli avvocati di Barbarin sono già ricorsi in appello contro la sentenza del 7 marzo. Il processo è molto controverso e l’arcivescovo era già stato scagionato n...

Categoria: 
Fonte: 

Abusi. Il cardinale Pell condannato a sei anni di carcere in diretta tv

Il cardinale George Pell è stato condannato oggi in Australia a sei anni di carcere per abusi sessuali su due ragazzini di 13 anni. La sentenza emessa dal giudice Peter Kidd è stata trasmessa in diretta televisiva nazionale. Il magistrato ha sottolineato di «essere cosciente che a causa di questo verdetto c’è la possibilità che lei non viva abbastanza per essere rilasciato dalla prigione». L’avvocato dell’ex tesoriere vaticano ha già annunciato che ricorrerà in appello: la richiesta sarà esaminata a partire dal 5 giugno.

«SENTENZA ABBASTANZA LEGGERA»

Per ciascuno dei cinque capi di accusa per i quali era imputato, il cardinale Pell rischiava fino a dieci anni di carcere. Di conseguenza l’avvocato Lisa Flynn, che lavora per il padre di una delle due vittime, morta di overdose nel 2014, ha parlato

Categoria: 
Fonte: 

Si è conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione di padre Jacques Hamel

Il 9 marzo si è conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione di padre Jacques Hamel. Il sacerdote di 85 anni è stato barbaramente ucciso il 26 luglio 2016 mentre stava celebrando Messa nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, da due estremisti islamici, che l’hanno sgozzato sull’altare. Lo ha annunciato l’arcivescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun.

PAPA: «PADRE HAMEL È UN MARTIRE»

Papa Francesco aveva concesso la dispensa per aprire, pochi mesi dopo la sua morte, il processo di beatificazione. «Padre Hamel è un martire e i martiri sono beati. Dobbiamo pregarlo perché ci aiuti dal Cielo», aveva detto durante l’omelia della Messa celebrata in suffragio a Casa santa Marta. «Nella croce di Gesù Crist...

Categoria: 
Fonte: 

Se l’ira di Melloni si sostituisce all’ira di Dio

Alberto Melloni, storico del cristianesimo di rito dossettiano bolognese, è tornato a parlare ieri su Repubblica degli scandali a sfondo sessuale che scuotono la Chiesa di Francesco. Per la seconda volta, Melloni, dopo il caso Pell, ha dunque detto la sua a riguardo della condanna dell’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin. Di fatto, scrivendo due volte lo stesso articolo.

Innocente (tra parentesi)

Nel primo, pubblicato il 27 febbraio (“

Categoria: 
Fonte: 

Dopo Pell, Barbarin. Anche la Francia ha il suo capro espiatorio

Il cardinale Philippe Barbarin è stato condannato ieri in Francia a sei mesi di carcere con la condizionale per non avere denunciato degli abusi sessuali commessi da padre Bernard Preynat nella sua diocesi, quella di Lione, oltre 20 anni prima della sua nomina ad arcivescovo. Barbarin, che non ha mai smesso di dichiararsi innocente, ha dichiarato: «Prendo atto della decisione del tribunale. Indipendentemente dalla mia sorte personale, ci tengo a ribadire tutta la mia compassione per le vittime. Farò visita al Santo Padre per consegnargli le mie dimissioni». La difesa ha già annunciato che ricorrerà in appello, anche perché un primo procedimento a carico dell’arcivescovo per gli stessi fatti era stato archiviato nel 2016 non essendo stata «riscontrata alcuna infrazione penale».

GLI ABUSI DI PADRE PREYNAT

Padre Preynat è stato accusato formalmente il 27 gennaio 2016 per «aggressioni sessuali su minori inferiori ai 15 anni da parte di persona con autorità». Gli abusi sono stati compiuti dal sacerdote tra il 1986 e il 1991 su molti giovani scout, che oggi hann...

Categoria: 
Fonte: 

Chi difende il cardinale Pell è un uomo morto

Il vicerettore e presidente dell’Università cattolica australiana, Greg Craven, è sotto accusa per avere difeso pubblicamente il cardinale George Pell, condannato in primo grado per abusi sessuali. Il personale dell’ateneo ha scritto una lettera al rettore John Fahey per chiedere che il vicerettore non esprima più le sue opinioni personali, «che non rappresentano quelle del personale», e che «rispetti la magistratura».

UN PROCESSO PIENO DI FALLE

Il cardinale Pell, ormai ex prefetto della Segreteria per l’economia vaticana, si trova attualmente detenuto in una struttura di massima sicurezza a Melbourne in attesa della sentenza, che arriverà il 13 marzo. Rischia fino a 50 anni di carcere per abusi sessuali su due ragazzini commessi nel 1996, quando era arcivescovo di Melbourne.

Come evidenziato da tempi.it, il processo presenta molti lati oscuri, le accuse sembrano poco credibili e sono...

Categoria: 
Fonte: 

«George Pell ha buone possibilità di essere prosciolto in appello»

Il cardinale George Pell «ha buone possibilità di essere prosciolto in appello», secondo quanto dichiarato al Guardian Australia da esperti di diritto australiani. L’ex Tesoriere del Vaticano di 77 anni sta aspettando in carcere di conoscere l’entità della condanna (arriverà il 13 marzo) per abusi sessuali, che una giuria gli ha inflitto in primo grado l’11 dicembre 2018. Ma il processo, come già spiegato da tempi.it, è pieno di falle e la difesa del cardinale è convinta che il verdetto sarà ribaltato.

UNA SENTENZA IRRAGIONEVOLE

L’avvocato di Pell, Robert Richter, ha già annunciato che il ricorso in appello si baserà su tre elementi: irragionevolezza della sentenza, la mancata possibilità di mostrare alla giuria un video durante l’arringa conclusiva della difesa e la c...

Categoria: 
Fonte: 

Weigel: «Perché le accuse contro Pell non stanno in piedi»

L’intellettuale e teologo americano George Weigel non ha mai nascosto di essere un grande amico del cardinale George Pell, condannato in primo grado per abuso sessuale di due minorenni. Fermamente convinto della sua innocenza (ne aveva già scritto qui e qui), è tornato a esprimersi nel merito sulle accuse all’ormai ex tesoriere del Vaticano. «Ora che l’ordine dei giudici che ha vietato la copertura del caso a dicembre è stato rimosso, si possono finalmente esporre i fatti per chi voglia considerarli».

I DIECI FATTI IMPROBABILI

Dopo aver ricordato che in occasione del primo processo l’allora arcivescovo di Melbourne è stato considerato innocente da 10 membri della giuria su 12 (la giuria è stata poi esonerata e rinominata per non avere raggiunto l’unanimità),...

Categoria: 
Fonte: 

Il cardinale Pell condannato per abusi sessuali. Ma il processo è pieno di falle

Il cardinale George Pell è stato condannato in Australia per abusi sessuali su due minori. Il verdetto è stato emesso a dicembre 2018, ma mantenuto segreto fino ad ora a causa di un secondo processo a carico dell’ex tesoriere vaticano. Ora che quest’ultimo processo è caduto, l’ordine da parte della Corte australiana ai media di mantenere la riservatezza è stato rimosso. Pell è ricorso in appello.

Il cardinale australiano è accusato di avere commesso abusi sessuali nel 1996, quando era arcivescovo di Melbourne, e negli anni Settanta, quando serviva come sacerdote a Ballarat. Le accuse riguardanti il periodo di Ballarat sono cadute perché inconsistenti, mentre quelle che riguardano il periodo di Melbourne hanno portato alla condanna in primo grado. Il caso è ampiamente controverso e non solo perché la difesa di Pell sostiene che le accuse siano «ridicole e destituite di qualsiasi fondamento».

I PRESUNTI ABUSI IN SACRISTIA

L’accusa ritiene che l’allora arcivescovo dopo la messa delle 10:30 nella cattedrale di ...

Categoria: 
Fonte: 

Pages