Religione

«La crisi della Chiesa è impressionante. Torniamo alla radicalità del Vangelo»

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«Se questo libro è un grido, è un grido d’amore per la Chiesa, il Papa, i preti e tutti i cristiani. Noi vogliamo che questo libro sia diffuso il più possibile. La crisi che attraversa la Chiesa è impressionante». Dichiara così al Figaro oggi il cardinale Robert Sarah, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, spiegando perché ha scritto insieme a Benedetto XVI il libro Dal profondo dei nostri cuori, che uscirà mercoledì in Francia.

«NON POSSIAMO TACERE»

Il libro dedicato al sacerdozio si compone di quattro capitoli: uno firmato dal Papa emerito, uno da Sarah e gli altri due scritti a quattro mani. Ieri il Figaro ha pubblicato alcuni passaggi chiave, destando scalpo...

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Nel paese dove Dio non ha più casa

L’impetuoso processo di secolarizzazione vissuto dalla Chiesa olandese sfratterà Dio dalle comunità? Per tutto il 2019 la redazione del settimanale cattolico Katholiek Nieuwsblad si è occupata dello spaventoso declino del numero di fedeli, partecipazioni alle funzioni religiose e fondi che ha costretto le arcidiocesi ad accorpare numerose parrocchie. Secondo il Nijmegen institute Kaski su circa 3,7 milioni di persone che si dichiarano cattoliche (e che costituiscono il 21,5 per cento della popolazione olandese, in calo del 40 per cento rispetto agli anni Sessanta) solo in 153 mila partecipano alla messa e in tutto il paese si contano solo 1.384 chiese e 686 parrocchie.

NESSUNO SI SPOSTA PER SENTIRE MESSA

Alla corposa inchiesta Katholiek Nieuwsblad ha dedicato il primo numero del 2020, arrivando a una conclusione dolorosa: quest’...

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«Ho la prova (cronometrica) dell’innocenza del cardinale George Pell»

Articolo tratto dal numero di gennaio 2020 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.

Quest’anno l’Alta corte di Canberra, ultimo grado di giudizio in Australia, stabilirà se il cardinale George Pell ha davvero abusato sessualmente di due ragazzini nel 1996, nella sacrestia della cattedrale di Saint Patrick, a Melbourne, al termine della Messa. «È l’ultima occasione per la nostra giustizia di assolvere un uom...

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Il Papa condannerà il comunismo come fece Pio XI col fascismo?

Articolo tratto dal numero di gennaio 2020 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.

Chi somiglia di più a noi Molokani, almeno ai Molokani di ieri (ora in Armenia, caduto il comunismo, respiriamo)? I cattolici cinesi. Mi verrebbe voglia di dire: i cinesi punto e basta.

C’è una spiegazione che fa riferimento alla diplomazia e al male minore. La Chiesa cattolica ha firmato nel 2018 un accordo con il governo cinese. Una specie di Concordato, anche se formalmente non lo è, ma ha comunque il medesimo scopo di mettere ordine nei rapporti tra Stato e Chiesa. Nello specifico cinese, si tratta di consentire il rientro nella legalità della Chiesa sotterranea, fedele al Papa. Fin...

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Il vero problema dello schiaffo di papa Francesco

Quando si sarà ritirata tutta la marea di sarcastici commenti, velenose frecciate, malevole insinuazioni a proposito dell’incidente del 31 dicembre che ha visto papa Francesco liberarsi con uno schiaffo del braccio di una donna che lo stava strattonando, sull’arenile resterà soltanto una questione seria: quella delle conseguenze dell’eccessiva accessibilità del sacro nell’epoca dei social media globali e della moltiplicazione e diffusione tendenzialmente infinite delle immagini.

Il cattolico consapevole della sua fede non si scandalizza dell’accaduto: sa bene che il metodo dell’incarnazione, che connota il fatto cristiano, implica l’assunzione dell’umano da parte del divino anche nelle sue debolezze e nelle sue contraddizioni. Gesù Cristo fu esente dal peccato, ma non da sentimenti e comportamenti molto umani e poco divini come l’ira, la tristezza, il pianto, l’indignazione, e...

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«George Pell è innocente come il cardinale Van Thuan. Preghiamo per lui»

Un gruppo di cattolici si è riunito alle otto di sera del 24 dicembre fuori dal carcere di Melbourne, dove da quasi un anno è rinchiuso il cardinale australiano George Pell, per cantare inni natalizi e pregare per lui. «Volevamo solo che il cardinale sapesse che è amato e ricordato a Natale», ha dichiarato uno dei partecipanti alla Catholic News Agency, John McCauley.

PELL COME VAN THUAN

Pell, 78 anni, condannato per abusi sessuali in primo e secondo grado a sei anni di carcere, è ricorso in ultimo grado all’Alta corte di Canberra, che ha accettato nonostante l’opposizione della Procura di ascoltare il caso l’anno prossimo. In favore del cardinale e delle ragioni della difesa ha sicuramente giocato la lunga opinione dissenziente scritta da uno dei tre magistrati del processo d’appello, Mark Weinberg. Sec...

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San Wojtyla dottore della Chiesa? I titoli di certo non gli mancano

Articolo tratto dal numero di dicembre di Tempi.

Recentemente, in occasione di un convegno a Roma per il 30esimo anniversario dell’abbattimento del Muro di Berlino, l’episcopato polacco ha lanciato un appello al Santo Padre perché san Giovanni Paolo II sia proclamato dottore della Chiesa e patrono d’Europa. Fra i motivi che giustificherebbero un tale riconoscimento vi è certamente il suo contributo a riscoprire la bellezza e la verità originaria dell’amore coniugale, tema al quale ha dedicato un’opera precedente l’elezione al pontificato (Amore e responsabilità, Marietti, 1980), ma soprattutto le catechesi sull’amore umano che hanno accompagnato le udienze generali del mercoledì dal 1979 al 1984 (L’amore umano nel piano divino, Lev, 2010).

La sua “teologia del corpo” aveva lo scopo di ricordare come l’amore fra un uomo e una donna ha un ruolo straordinariamente importante nel disegno di Dio, sia per la santificazione dei coniugi sia per la trasmissione della vita ai futuri abitanti della terra e cittadini del cielo. L’allora arcivescovo di Cracovi...

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Il Papa lo facciamo scegliere a giudici e mass media?

Ha ragione Matteo Matzuzzi sul Foglio a scrivere che l’abolizione del segreto pontificio si tradurrà in un gigantesco caso Spotlight. È così facile prevederlo che ci si dovrebbe quasi vergognare di scrivere una simile banalità. Eppure oggi sui giornali si fa festa per la “svolta storica” e “scelta epocale” di papa Francesco. La questione merita di essere inquadrata sotto ogni profilo perché, se è vero che la piaga della pedofilia all’interno del clero è un problema che merita di essere affrontato con forza, è altrettanto vero che tale riforma contiene un rischio che non può essere sottovalutato.

Cosa è cambiato

Cosa è successo? Il Corriere la met...

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«O Africa o morte!»

Padre Jules Rémy, missionario spiritano francese, il primo a portare il Vangelo in Centrafrica

Notiziario dal Carmel di Bangui n° 26, 16 Dicembre 2019

Negli stessi anni in cui Giuseppe Garibaldi scendeva lungo la penisola italiana al grido “O Roma, o morte!”, un sacerdote, di nome Daniele Comboni, attraversava il Sahara al grido “O Africa, o morte!”. Stessa barba, uguale passione, ma obiettivi decisamente diverse. Se l’eroe dei due mondi voleva conquistare Roma agli italiani, l’apostolo dell’Africa voleva conquistare a Cristo gli abitanti del continente nero. Nella sua immensa e ambiziosa impresa, il futuro vescovo di Khartoum fu preceduto e seguito da centinaia di missionari e missionarie che, da una parte all’altra del continente, portarono il Vangelo dove nessuno aveva ancora avuto il coraggio di annunciarlo, scrivendo una delle più belle, e purtroppo dimenticate, pagine della storia della Chiesa.

Il Vangelo arrivò in Centrafrica 125 anni fa grazie al coraggio di padre Jules Rémy, un missionario spiritano francese. Nel 1894, insieme ad alcuni confratelli non meno coraggiosi di lui, risalì l’Oubangui – quel ramo del ...

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Perché la Santa Sede ha rinviato la beatificazione di Fulton Sheen

Con «profondo rammarico» monsignor Daniel Jenky, vescovo della diocesi di Peoria, martedì scorso ha diffuso un comunicato per annunciare «di essere stato informato dalla Santa Sede che la beatificazione di Fulton Sheen sarà rinviata».

La decisione di annullare la celebrazione del prossimo 21 dicembre e rinviarla a data da destinarsi, notificata da Roma alla diocesi di Peoria lunedì 2 dicembre, è motivata dal fatto che «alcuni membri della Conferenza episcopale hanno richiesto ulteriore approfondimento» sulla causa riguardante Sheen. Emblematica la precisazione successiva del vescovo Jenky, che suona così:

«Nel clima attuale, è importante che i fedeli sappiano che non c’è mai stata, n’è c’è adesso,...

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