Religione

La secolarizzazione nel nostro tempo. Ripartire dalle minoranze creative

 La ex chiesa cattolica di San Giuseppe ad Arnhem (Olanda) che è stata trasformata nel 2012 in una pista da skateboard

Per gentile concessione degli organizzatori, pubblichiamo la relazione del cardinale Willem Jacobus Eijk, arcivescovo di Utrecht, dal titolo “La secolarizzazione nel nostro tempo”, tenuta a Cracovia il 29 maggio 2019 all’interno della conferenza

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Abusi, Pell. La prossima settimana comincia il processo di appello

La prossima settimana cominciano le prime fasi del processo di appello del cardinale George Pell. L’ex arcivescovo di Sidney e prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia è stato condannato a dicembre a sei anni e mezzo di carcere per abusi sessuali su minorenni. Si trova attualmente in prigione a Melbourne, in isolamento.

SI COMINCIA MERCOLEDÌ

Mercoledì e giovedì tre giudici dovranno innanzitutto decidere se accettare o meno il ricorso in appello di Pell. Se, come si crede, la decisione sarà positiva, il processo comincerà nel giro di due giorni. Gli avvocati della difesa hanno chiesto che la sentenza di primo grado venga ribaltata su tre basi. Non hanno chiesto che la pena carceraria venga ridotta e hanno confermato che, se sarà ancora riconosciuto colpevole, non cercheranno di ottenere sconti.

I TRE ARGOMENTI DELLA DIFESA

Come spiega il Guardian, i legali di P...

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Enzo Piccinini. Via libera al processo di beatificazione

Via libera al processo di beatificazione per Enzo Piccinini, chirurgo dell’ospedale universitario Sant’Orsola di Bologna, amico tra i più cari di don Luigi Giussani, a lungo dirigente nazionale del movimento di Comunione e Liberazione. È stato monsignor Erio Castellucci, arcivescovo-abate di Modena-Nonantola, a dare la notizia questa sera durante la Messa per il ventesimo anniversario della morte del medico emiliano.

Proprio a Modena, infatti, abitava con la sua famiglia il dottor Piccinini, scomparso in un grave incidente il 26 maggio del 1999, esattamente vent’anni fa, lungo l’autostrada all’altezza di Fidenza, mentre tornava a casa dopo un incontro con i responsabili degli studenti universitari di Cl a Milano.

Migliaia di amici di Enzo sono arrivati al Duomo di Modena da tutta Italia per farne memoria, e anche tantissime persone che sono state cambiate dall’incontro con lui pur non avendolo mai conosciuto in vita (è stato necessario trasmettere la cerimonia anche nella chiesa di Sant’Agostino per permettere a tutti di partecipare).

IL NUMERO DI TEMPI

In questi giorni, sono numerose le iniziative...

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Il cardinal Pell verso l’appello. Le «stranezze» del processo non sono finite

Fra tre settimane inizierà il processo di appello per il cardinale George Pell, già arcivescovo di Sydney e prefetto della Segreteria vaticana per l’Economia (ovvero ex “numero tre del Vaticano”, come lo chiamavano i giornali), condannato clamorosamente nel dicembre scorso a sei anni e mezzo di carcere per abusi sessuali su minori e attualmente in prigione a Melbourne.

A ricordare l’imminenza dell’evento è George Weigel in un articolo apparso nel sito della rivista americana First Things. Weigel è Distinguishe...

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Marito, padre, nonno, vedovo e ora prete. La buonissima novella di don Nicola

Dapprima all’altare c’era andato per onorare la storia millenaria di questo pianeta, uomo, donna, matrimonio, figli. Dopodiché ci aveva visto salire i suoi figli, Francesca e Davide, e dopo ancora i figli dei suoi figli, perché si sa che ogni matrimonio quasi sempre si porta dietro un battesimo (in questo caso sei). Quello che non si immaginava, almeno in quei 43 anni vissuti indissolubilmente da marito, padre e poi nonno, era che un giorno su un altare ci sarebbe salito da prete – prete a dir messa, spezzare il pane e dare la comunione ad amici e familiari. E che la sua storia avrebbe fatto il giro d’Italia.  

UN ESEMPIO PER I PRETI SPOSATI? «SCIOCCHEZZA»

«Intanto io non sono di Catanzaro ma di Guardavalle, che è in provincia di Catanzaro ma non è Catanzaro, lo scriva. E inoltre non ho fatto 43 anni di percorso vocazionale, ho fatto un cammino di fede. Che dopo la morte di mia moglie ha ridestato in me la chiamata ricevuta quando ero piccolo». Da giorni il telefono di don Nicola Pecetta è preso d’assalto dai giornalisti. E si capi...

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È morto Jean Vanier. «Essere cristiani significa essere eccessivi e un po’ pazzi»

Jean Vanier poteva diventare un alto ufficiale della Marina canadese. Oppure un brillante docente di Filosofia all’università di Toronto. Invece ha deciso di dedicare la sua vita ai malati mentali, fondando nel 1964 L’arca a Trosly, in Francia, una comunità di accoglienza per persone con disabilità. Vanier è morto stanotte a 90 anni, lasciando 154 comunità dell’Arca nate in 38 paesi dei cinque continenti e un’organizzazione, Fede e luce, che riunisce ogni mese decine di migliaia di persone con handicap, le loro famiglie e i loro amici in 83 paesi in tutto il mondo.

«ESSERE ECCESSIVI E UN PO’ PAZZI»

Vanier non era appena un “buon samaritano” dei nostri tempi, un uomo interessato a «fare piccole belle cose per i più piccoli»: voleva «seguire Gesù» ed essere «eccessivo», a costo di sembrare «un po’ pazzo». A molti deve in effetti essere sembrata una pazzia abbandonare una sicura carriera da ufficiale per studiare filosofia e poi una prestigiosa carriera da accademico per trasferirsi in Francia alla ricerca di «qualcos’altro».

Cosa? Non lo sapeva ancor...

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Dopo Pell, il diluvio

Articolo tratto dal numero di Tempi di aprile 2019 (attenzione, di norma l’accesso agli articoli del mensile è riservato agli abbonati: abbonati subito!).

George Weigel, autore di questo articolo, è biografo di san Giovanni Paolo II e Distinguished Senior Fellow presso l’Ethics and Public Policy Center di Washington, dove è titolare della cattedra William E. Simon in Studi cattolici

Nel dicembre scorso il cardinale George Pell, arcivescovo emerito di Sydney e capo della segreteria vaticana per l’Economia, è stato dichiarato colpevole di abuso sessuale ...

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Il mondo cambia, la Croce resta

Pubblichiamo di seguito l’omelia pronunciata la sera del Venerdì Santo, 19 aprile 2019, da don Roberto Colombo nel Duomo di Monza al termine di una gremita Via Crucis per le strade della città.

Abbiamo ascoltato, nella chiusa del brano dal Vangelo di Giovanni, l’ultima delle sette parole di Gesù sulla Croce: «È compiuto! E – annota l’evangelista – chinato il capo, rese lo spirito» (Gv 19,30).

Sono le sette parole di Gesù in articulo mortis tanto meditate, a partire dal XIV secolo, dai francescani e dal popolo di Dio. Hanno ispirato anche gli artisti, tra Franz Joseph Haydn, che compose il grandioso oratorio Die sieben letzten Worte unseres Erlösers am Kreuze (“Le sette ultime parole del nostro Redentore in croce”) per il Venerdì Santo del 1786, su commissione del vescovo di Cadice.

La traduzione «È compiuto» – o, come nella versione precedente, «Tutto è compiuto!» – non rende l’originale greco, e rischia di tradirne il significato, perché in italiano si deve usare una parafrasi per tentare di esprimere una sola parola, tetelestai, il perfetto del verbo teleo”, c...

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Scola: «Rinascerà Notre-Dame e rinascerà l’Europa»

«È un dolore grandissimo per chi come me conosce un poco la Francia. Ricordo il quaresimale pronunciato a Notre-Dame qualche anno fa». Il cardinale Angelo Scola era arcivescovo di Milano quando venne invitato, il 26 febbraio 2012, ad aprire le celebri Conférences de Carême (Conferenze di Quaresima) dal cardinale André Vingt-Trois. Una tradizione che si ripete a Parigi in preparazione alla Pasqua fin dal 1835. Il suo discorso sul tema “Etica cristiana e vita in società” era risuonato in quella cattedrale che lunedì ha visto divorata dal fuoco.

«Ma una cosa mi ha colpito nella tragedia», dichiara a tempi.it. «Da quanto ho potuto capire la solidità delle torri e perimetro consentiranno nei prossimi decenni la ricostruzione, ma mi ha colpito molto anche il popolo: non solo i cristiani che prega...

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Il rogo di Notre-Dame e la Settimana Santa

Riceviamo e pubblichiamo.

Gentile Direttore,

sono rimasto molto colpito dal clamore e dalla commozione mondiale che si è sollevata in merito al rogo di Notre-Dame. Intendiamoci, pur non avendola mai potuta vedere dal vivo, anche a me quelle immagini hanno provocato un forte dolore. Ma non mi aspettavo una reazione così forte, così drammatica, così dolorosa. Sono interrogato dal legame con questo luogo, instauratosi nel tempo, così viscerale, e dal dolore che viene provato come a perdere un pezzo di sé, come fosse parte della propria identità, di persone, di un popolo. Mi interroga e lo rispetto, lo guardo con stupore.

Notre-Dame è storia, è una preghiera lanciata nel mare magnum del “non è vero però ci provo”, sono 13.000.000 milioni di visite l’anno, è profilo di casa. E perdere un pezzo di sé, con la prospettiva che niente sarà più come prima, nella propria vita, oggi fa tremendamente male. Perché siamo così addolorati? Che cosa ci colpisce? Che cosa cerchiamo? Che cosa regge l’urto del tempo, della storia, del fuoco?

In un mondo frenetico, dove tutto esalta la reazione a caldo, l’istinto, la sistemazione immediata...

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