Religione

«La musica è un respiro donato attraverso cui possiamo incontrare Dio»

Fin dalla notte dei tempi, la musica è sempre stata associata al divino. Il suono è ritenuto di origine sacra e la stessa musica è considerata qualcosa di potente ed enigmatico. Questa all’interno delle religioni, è presente nelle sue due forme: musica strumentale e musica vocale rappresentando in entrambi i casi un mezzo che avvicina i fedeli a Dio, rendendoli una cosa sola nella preghiera.

Come l’arte, la musica è un linguaggio universale che può unire persone vicine e lontane, anche popoli diversi come russi ed italiani. Ed è così che domani, a Roma, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, alle 20,30, per la prima volta si esibiranno insieme il coro della diocesi di Roma ed il coro sinodale di Mosca. Un evento al quale possono partecipare tutti gratuitamente, senza precedenti. Rappresenta un momento di unione e di preghiera che va oltre le diverse confessioni, oltre le idee politiche ed i chilometri che separano questi due popoli. L’unione tra i fedeli, infatti, è anche il messaggio forte di papa Francesco per “La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” che quest’anno va dal 18 al 25 gennaio.

Monsignor Marco Frisina,...

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Uccisi 40 missionari nel 2018, il doppio rispetto al 2017

Nel corso del 2018 sono stati uccisi nel mondo 40 missionari, quasi il doppio rispetto ai 23 del 2017. Si tratta per la maggior parte di sacerdoti: 35. Come riporta Fides, «dopo otto anni consecutivi in cui il numero più elevato di missionari uccisi era stato registrato in America, nel 2018 è l’Africa ad essere al primo posto di questa tragica classifica». Emblematico, in questo senso, l’esempio del Centrafrica, dove solo quest’anno sono morti cinque sacerdoti.

I DATI

Secondo i dati raccolti da Fides, nel 2018 sono stati uccisi 35 sacerdoti, 1 seminarista e 4 laici. In Africa sono stati uccisi 19 sacerdoti, 1 seminarista e 1 laica (21); in America sono stati uccisi 12 sacerdoti e 3 laici (15); in Asia sono stati uccisi 3 sacerdoti (3); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote (1).

Per quanto riguarda le cause delle morti, si legge:

«Anche quest’anno molti missionari hanno perso la vi...

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La guerra religiosa tra Ucraina e Russia

Le recenti vicende della Chiesa ortodossa in Ucraina hanno meravigliato molti osservatori europei per l’alto tasso di politicizzazione che una vicenda eminentemente ecclesiale ha assunto e per i modi assolutamente palesi con cui tale politicizzazione si è manifestata. Per un europeo occidentale del giorno d’oggi è molto difficile immaginare un capo di Stato che prende parte a un Sinodo di vescovi e che identifica il destino del paese che rappresenta politicamente con quello della sua Chiesa maggioritaria, e che identifica indipendenza politica e indipendenza religiosa.

«FINALMENTE UNA CHIESA SENZA PUTIN»

Eppure questo è ciò che è successo a Kiev il 15 dicembre scorso con il Sinodo per l’unificazione della Chiesa ucraina, non riconosciuto e duramente condannato dal Patriarcato di Mosca (dal quale fino ad allora dipendeva la principale Chiesa ortodossa operante in Ucraina), benedetto e approvato nelle sue conclusioni canoniche dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo. Ha detto il presidente Petro Poroshenko, presente dall’inizio alla fine dei lavori del Sinodo, rivolgendosi alla folla fuori dalla ex chiesa di Santa Sofia: «Questo giorno resterà nella stori...

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Pedofilia. Le voci sulla condanna del cardinale Pell in un clima da «caccia alle streghe»

Secondo indiscrezioni avvalorate da più organi di stampa (vedi Vatican Insider, per fare un esempio italiano), martedì 11 dicembre il cardinale australiano George Pell sarebbe stato condannato a Melbourne per abusi sessuali su minori compiuti negli anni Novanta, quando era arcivescovo della città. La notizia, in caso di conferma, ma forse anche in caso di mancata conferma, avrebbe un peso molto rilevante, poiché Pell è il “ministro dell’Economia” del Vaticano (prefetto della segreteria per l’Economia della Santa Sede), scelto da papa Francesco per prendere in mano uno dei dossier più importanti del suo pontificato, la gestione delle “sacre finanze” appunto, e si trova in Australia da oltre un anno, con permesso speciale accordato da Bergoglio in persona, proprio per liberarsi davanti alla giustizia di accuse così infamanti.

Per di più, il porporato australiano ha fatto parte fino a ieri del circolo più stretto di collabo...

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«Cent’anni dopo il genocidio armeno, noi cristiani d’Oriente ne subiamo un altro»

«Noi non abbiamo bisogno di parole vane. Noi rischiamo di vedere sparire la nostra civiltà». È l’appello lanciato a Parigi da monsignor Nicodemus Daoud Sharaf, arcivescovo siriaco ortodosso di Mosul. Insieme a una trentina di responsabili religiosi e politici provenienti da Siria, Libano, Iraq, Egitto e Giordania, ha partecipato l’11 dicembre nella capitale francese a un convegno per dire “Basta alle discriminazioni verso i cristiani e le minoranze in Oriente, Yazidi compresi”.

Tra gli interventi più drammatici, come riportato da Aed, c’è quello di monsignor Sharaf:

«È difficile riassumere quello che il nostro popolo subisce da oltre 15 anni. I cristiani d’Oriente sono marginalizzati. Le persecuzioni contro i cristiani esistono. L’Oriente si dissolverà se i cristiani spariranno da questa terra. Subiamo sofferenze senza nome: siamo vittime di un genocidio. Di un nuovo genocidio, cento anni dopo quello degli armeni. Noi subiamo un genocidio e il mondo resta a guardare. Questa...

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Brasile, la strage nella cattedrale e la preghiera dei martiri

Sono quattro le vittime dell’uomo che, martedì 11 dicembre, è entrato armato con una calibro 38 nella cattedrale di Campinas durante la Messa di mezzogiorno e ha aperto il fuoco sui presenti. Quattro (almeno) anche le persone rimaste ferite durante la sparatoria, che si è conclusa quando il 49enne, colpito nel frattempo dalla polizia, ha rivolto l’arma contro di sé e si è ucciso.

La notizia non è circolata molto sui media italiani, ma il Brasile, com’è comprensibile, è scosso da questo avvenimento tragico e imprevedibile, definito «un crimine barbaro» dal presidente designato Jair Bolsonaro. Stando alla ricostruzione della Bbc, l’omicida si chiamava Euler Fernando Grandolpho e non era mai stato segnalato alla polizia. Secondo gli incaricati delle indagini, ...

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