Religione

Che cosa si è salvato dall’incendio di Notre-Dame

L’incendio della cattedrale di Notre-Dame di Parigi è stato finalmente domato. Intorno alle 5 di questa mattina la notizia è stata confermata dalle autorità. Dal tardo pomeriggio di ieri, martedì 15 aprile, le fiamme divampate – così pare – dalle impalcature allestite per lavori di restauro hanno fatto in tempo a divorare quasi tutto il tetto e la celebre guglia, che è crollata.

Tuttavia i 400 vigili del fuoco che sono rimasti all’opera tutta la notte per spegnere il rogo (e stanno ancora lavorando per raffreddare l’edificio) sono riusciti a salvare le due torri della facciata, una delle quali è stata aggredita più volte dal fuoco nelle scorse ore, e la gran parte della struttura portante. Tra i pompieri si registra un ferito grave.

«UNA FORMIDABILE CATENA UMANA»

Naturalmente permangono ancora importanti dubbi sulla stabilità della struttura, che dovrebbero avere risposte dai sopralluoghi degli esper...

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Perché abbiamo bisogno della cattedrale di Notre-Dame di Parigi

Ripubblichiamo il passo del Portico dei misteri della seconda virtù in cui Charles Péguy parla della cattedrale Notre-Dame di Parigi, sconvolta ieri sera da un violento incendio.

Ma viene un giorno, viene un’ora.Viene un momento in cui san Marcello e santa Germana.E san Germano stesso e la nostra grande amica quella grande santa Genoveffa.E quel grande san Pietro stesso non basta più.

E in cui bisogna fare risolutamente ciò che bisogna fare.Allora bisogna prendere il coraggio a due mani.E rivolgersi direttamente a colei che è al di sopra di tutto.Essere arditi. Una volta. Rivolgersi arditamente a colei che è infinitamente bella.Perché è anche infinitamente buona.

A colei che intercede.La sola che possa parlare con l’autorità di una madre.

Rivolgersi arditamente a colei che è infinitamente pura.Perché è anche infinitamente dolce.

A colei che è infinitamente nobile.Perché è anche infinitamente cortese.Infinitamente accogliente.Accogliente come il prete che sulla soglia della chiesa va incontro alneonato fin sulla soglia.Il giorno del suo battesimo.Per int...

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Chiesa e pedofilia: gli appunti di Benedetto XVI una lettura imprescindibile

È quasi inutile sottolineare che la riflessione di Benedetto XVI sulla pedofilia nella Chiesa e sulla crisi della fede a essa legata è la lettura imprescindibile di oggi – e dei giorni a venire, perché quegli «appunti» sono da leggere, rileggere, studiare, meditare.

Il testo integrale in italiano è stato pubblicato in esclusiva nel sito del Corriere della Sera, e sarà proposto in tedesco dal mensile Klersublatt. Il Papa emerito spiega di avere steso queste note in vista della riunione dei presidenti di tutte le conferenze episcopali del mondo che si è tenuta in Vaticano dal 21 al 24 febbraio scorsi, con a tema proprio l’emergenza pedofilia.

La riflessione di Benedetto XVI va assolutamente trattenuta nella sua interezza – su questo ci permettiamo di insistere – anche per superare le riduzioni che prevedibilmente ne verranno presto fatte, ad uso e c...

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L’amalgama nera di Verona esiste solo nel pregiudizio di Melloni

Caro direttore, ogni volta che leggo un articolo del professore Alberto Melloni (cosa che faccio sempre meno, perché sta diventando noioso), mi chiedo su quale pianeta egli viva, visto che quasi sempre si riferisce a cose che non esistono, anche perché il suo scrivere per allusioni lo allontana sempre di più dalla realtà.

Un esempio clamoroso di quanto sto dicendo lo si può constatare leggendo l’articolo da lui scritto l’1 aprile (uno scherzo?) su Repubblica e intitolato

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Cina. Le inaccettabili pressioni del regime ai vescovi cattolici

Quello che sta succedendo nella diocesi di Mindong è paradossale e mette chiaramente in luce che qualcosa nell’accordo provvisorio tra Cina e Vaticano non sta funzionando.

Le gerarchie nella diocesi sono cambiate a dicembre quando su richiesta della delegazione vaticana a Pechino, guidata da monsignor Claudio Maria Celli, il vescovo legittimo Guo Xijin ha accettato di essere retrocesso ad ausiliario per lasciare il posto a monsignor Zhan Silu. Il vicepresidente nazionale dell’Associazione patriottica (definita «inconciliabile con la dottrina cattolica» dalla Santa Sede) è uno dei sette vescovi scomunicati che sono stati perdonati da papa Francesco.

«IL GOVERNO MI RITIENE ILLEGITTIMO»

Pochi giorni fa AsiaNews

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Io, ateo, ho incontrato l’uomo più felice del mondo. Un monaco del Monte Athos

Padre Ioanikios è un monaco ortodosso del monastero di Simonopetra, uno dei 20 che si ergono sul Monte Athos in Grecia. Ed è anche «l’uomo più felice» che Simon Critchley abbia mai conosciuto, quello che gli ha fatto scoprire che il cristianesimo è «un’esperienza vivente» e che la Grazia è qualche cosa di reale.

L’incontro tra i due è uno di quelli che non ti aspetti. Critchley è un docente di filosofia ateo, inviato dal New York Times ad Atene per realizzare una serie di articoli sulla capitale greca. Ottenendo un permesso speciale concesso a pochi, ha passato tre giorni nel monastero di Simonopetra per toccare con mano l’epicentro della spiritualità ortodossa, «la cosa più vicina a un’esperienza religiosa che abbia mai avuto nella mia vita».

DA MANHATTAN AL MONASTERO

Padre Ioanikios invece è diventato un monaco nel 1987. Greco, ma anche cittadino americano, aveva studiato Ingegneria meccanica alla New York University negli anni Settanta...

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Parolin: «La libertà religiosa va difesa. Anche dai “nuovi diritti”»

Il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin è stato invitato a concludere ieri mattina i lavori del simposio “Stand Together to Defend International Religious Freedom”, svoltosi all’ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede. Nell’occasione il cardinale ha pronunciato un discorso destinato inevitabilmente a risuonare nelle orecchie di molti, non ultimi i cattolici e non cattolici entrati a vario titolo nella “battaglia sulla famiglia” scoppiata intorno al convegno di Verona. Il testo integrale dell’intervento di Parolin, pronunciato in inglese, è pubblicato in questa pagina del sito del Vaticano.

Nonostante i molti sforzi compiuti dalla comunità i...

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Ai tanti cattolici don Abbondio farei rileggere la risposta del cardinale Federigo

Caro direttore, nella precedente lettera, riferendomi alla situazione di molti cattolici, ti avevo scritto che essi mi sembravano tanti don Abbondio, di manzoniana memoria. L’espressione è piaciuta a tanti lettori di Tempi.

Qualcuno, invece, mi ha scritto sulla mia pagina Facebook, mostrando qualche perplessità. Chiarito che non intendevo offendere nessuno, ma, semmai, fare una constatazione, ho deciso di rileggere i capitoli 25 e 26 dei Promessi sposi, che riportano il fantastico dialogo tra il grande cardinale Federigo ed il povero parroco.

Di solito, di quel dialogo si riporta solo quanto detto da don Abbondio (forse per scagionarlo, visto che in ognuno di noi c’è un po’ di don Abbondio) al cardinale: «Il coraggio, uno non se lo può dare». Chi cita questa frase, cerca di chiudere con essa il problema. E, forse, così sperava il debole prete.

A questo punto, mi è venuta la curiosità di andare avanti con la lettura ed h...

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Il caso del cardinale Pell e il doppio attacco alla Chiesa cattolica

Articolo tratto dal numero di Tempi di marzo 2019.

Il cardinale George Pell, 77 anni, l’uomo più in vista della Chiesa australiana, prefetto (in congedo) della Segreteria vaticana per l’economia, è stato riconosciuto colpevole di abuso sessuale su due tredicenni. La violenza si sarebbe verificata a metà degli anni Novanta a Melbourne, al tempo in cui Pell era arcivescovo, e, in particolare, uno dei due ragazzi ha dichiarato che il porporato l’avrebbe costretto a un rapporto orale in sacrestia dopo la funzione, quando sorprese i due giovani a bere il vino destinato alla Messa. Il giudizio è stato emesso all’unanimità da una seconda giuria, convocata dopo che la prima non era riuscita a stabilire un verdetto (che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato favorevole al cardinale). Pell si è sempre proclamato e continua a proclamarsi innocente.

Sul nostro sito abbiamo più volte...

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Pell è ancora in isolamento e non può recitare né la Messa né il breviario

Il cardinale George Pell si trova ancora in una cella di isolamento in una prigione dello Stato di Victoria, in Australia. L’ex tesoriere vaticano è stato condannato a sei anni di detenzione per abusi sessuali su due ragazzini in un processo pieno di falle e definito da molti come una «caccia alle streghe». Il cardinale ha fatto ricorso e la richiesta di appello dovrebbe essere esaminata a partire da giugno.

NON PUÒ NEANCHE LEGGERE IL BREVIARIO

John Macauley, che è stato ministrante del cardinale, ha descritto le condizioni in carcere di Pell durante un’intervista all’emittente americana Ewtn. Al conduttore della trasmissione “The World Over”, Raymond Arroyo, ha spiegato che l’ex arc...

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