Le fissazioni ideologiche e strutturali che ci rendono l’Europa indigesta

Articolo tratto dal numero di Tempi di gennaio.

 È uno degli appuntamenti chiave del 2019. Il 26 maggio si vota per il rinnovo del Parlamento europeo. La posta in gioco è correlata non già alle funzioni, assai limitate, che quest’ultimo svolge, quanto all’estensione dei consensi che raccoglieranno i partiti demonizzati come “populisti”, e alle ricadute del voto sulla composizione della Commissione europea. Sarà interessante seguire la campagna elettorale: si riproporrà il noioso ritornello “europeisti contro populisti”, o qualcuno troverà coraggio e lucidità per dire che l’alternativa non è “Europa sì/Europa no”, ma ruota attorno al quesito “quale Europa”? Per dire cioè che solo un profilo continentale fa cogliere la sfida della globalizzazione, di fronte a giganti come...

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