Lo “spostamento storico” della Chiesa

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L’elezione di papa
Francesco, un gesuita latino-americano di origine argentina, significa lo
spostamento del punto di vista storico, cioè prospettico-temporale, della
Chiesa cattolica dall’Europa al continente americano. Si è trattato di un
evento drammatico perché assunto durante il papato di Benedetto XVI, anche se
le circostanze umbratili che lo hanno consentito sono state rapidamente
accettate.

Il trasferimento non è,
naturalmente, di natura strettamente geografica ma ideale, nel senso che la
Chiesa ha abbandonato bruscamente il corso dato da Giovanni Paolo II,
rispecchiante il richiamo messianico alla cattolicità storica e millenaria da
contrapporre alle spinte della degenerazione “totalitaria” del comunismo e del
consumismo occidentale. L’ha abbandonata per imboccare un’altra dimensione
messianica, legata ai grandi processi migratori che in quattro secoli hanno
segnato la storia mode...

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