Più società, meno Stato. O finiremo come l’America Latina

Articolo tratto dal numero di Tempi di settembre

Nel momento in cui scrivo, 28 agosto, piove, il clima è afoso e le trattative del governo tra M5s e Pd sono ancora in corso. Le ultime notizie dicono che questa sera dovrebbe uscire il nome di Conte come presidente del Consiglio. L’ostacolo più grande all’intesa sembra essere la pretesa di Luigi Di Maio, che vorrebbe un ministero di peso e la qualifica di vice-premier, fortemente osteggiata dal Pd. Matteo Salvini, secondo le immagini dei licenziati offerte dal cinema americano, sta facendo gli scatoloni, è in declino di popolarità nei sondaggi e dice poco; dice fondamentalmente che è stato tradito. Questo numero di Tempi uscirà quando gli eventi della politica potranno essere in continuità o decisamente diversi da quel che si vede oggi. Saranno scorsi fiumi di commenti a riguardo dell’anomala alleanza tra partiti che si sono fortemente osteggiati, dell’attaccamento alle poltrone dei parlamentari che pur di non andare a casa sono disposti a qualsiasi trasformismo; delle trame che minano la durata del governo. Comunque vadano le cose, secondo me, il problema italiano, civile oltre che politico, rimarrà ancora irrisolto e certo per non breve tempo...

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