Renzi e Salvini e lo schiaffo giudiziario che avevano visto benissimo arrivare

Segnatevi il giorno di fine novembre della letteralmente spettacolare operazione della Guardia di finanza che al comando della procura di Firenze ha compiuto una ventina di perquisizioni in tutta Italia, onde dimostrare che la Fondazione Open di Matteo Renzi – lautamente finanziata da lorsignori di qua e madamine di là, fin dai tempi in cui il Matteo sbagliato regalò 80 euri in busta paga, dopodiché apparve come il nuovo re d’Italia, dalla Leopolda sfornando visioni a stelline e striscioni obamiani – non è una fondazione, bensì un partito; perquisizioni seguite alla messa in canna del proiettile (linguaggio figurato, metaforico, similitudinario) dell’imputazione di finanziamenti illeciti ai partiti, traffici di influenza eccetera. Insomma, tutto il varietà di leggi e leggine antipolitiche dell’ultimo ventennio, votate col sempre ricorrente e deficiente e retorico entusiasmo che caratterizza il sorcio parlamentare che si scava la buca dove andrà a cacciarlo il gatto in ermellino. Bella la dif...

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