Repubblica chiede ai giudici più «sensibilità culturale extragiudiziaria» (come, prego?)

Leggere Liana Milella, penna regina di Repubblica per la cronaca giudiziaria, è sempre istruttivo. Offre regolarmente un’idea abbastanza chiara delle opinioni e degli orientamenti che vanno per la maggiore nei palazzi di giustizia del nostro paese su alcuni temi cruciali, dal rapporto dei magistrati con il potere politico alle varie sentenze “creative” in ambito civile e sociale. In più, la giornalista di tanto in tanto lascia anche trapelare i retropensieri, i calcoli di bottega e le convinzioni ideologiche spesso inconfessabili che animano tante campagne politico-giudiziarie di uno dei giornali più capaci di “fare egemonia culturale” in Italia. E a volte lo fa con una franchezza che se non fosse ingenuità potrebbe sembrare sfacciataggine.

Prendete per esempio l’edizione di Repubblica di ieri, con quella interessante paginata su “L...

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