Un parroco alle prese con il coronavirus. «Non abbandoniamo nessuno»

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Come si fa a non lasciare nessuno da solo se bisogna limitare al massimo gli spostamenti? Essere parroci al tempo del coronavirus non è facile, ma con un po’ di fantasia e grazie alla tecnologia si può arginare la desertificazione umana che avanza con l’epidemia. «Queste sono le settimane della carità, che può assumere molteplici forme», spiega a tempi.it don Jacques du Plouy, sacerdote della parrocchia milanese San Carlo alla Ca’ Granda.

LE TELEFONATE, I VIDEO, I PACCHI ALIMENTARI

«Fino a quando è stato possibile siamo andati a trovare tutti i malati e gli anziani, proponendo loro i sacramenti, ora purtroppo per il loro bene non è più possibile», spiega il parroco di origine canadese. «Manteniamo comunque i contatti con tutti, li chiamiamo al telefono per sapere come stanno e di che cosa hanno bisogno».

Il catechismo, come tutte le altre attività...

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