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San Bernardino da Siena

Bernardino da Siena, al secolo Bernardino degli Albizzeschi (Massa Marittima, 8 settembre 1380 – L'Aquila, 20 maggio 1444), è stato un religioso e teologo italiano, appartenente all'Ordine dei Frati Minori: è stato proclamato santo nel 1450 da papa Niccolò V.

 

San Bernardino nacque a Massa Marittima in provincia di Grosseto l'8 settembre 1380 dalla nobile famiglia degli Albizzeschi (famiglia di origine senese), dove il padre Tollo era governatore, e lo stesso giorno venne battezzato nella cattedrale. Rimasto orfano (a 3 anni della madre Nera e a 6 dal padre) si trasferì a Siena dove frequentò gli studi e visse agiatamente, curato dalle zie.

 

Dopo aver vestito l'abito a ventidue anni, iniziò un'intensa attività come predicatore girando e predicando con forbito linguaggio per tutta l'Italia settentrionale.

 

Bernardino non mancò di attenzione agli aspetti pratici della vita dei fedeli, con un'analisi innovativa e decisamente moderna.

 

Il suo pensiero è ricordato nella storia del pensiero economico poiché fu il primo teologo, dopo Pietro di Giovanni Olivi, a scrivere un'intera opera sull'economia intitolata Sui contratti e l'usura. Nel libro egli, come già Sant'Antonio di Padova, condanna aspramente l'usura e affronta i temi della giustificazione della proprietà privata, dell'etica del commercio e della determinazione del valore e del prezzo.

 

A più riprese rifiutò la carica di vescovo, per dedicarsi appieno alla sua vocazione di predicatore e missionario: nel 1427 per la città di Siena, nel 1428 per quella di Viterbo, nel 1431 per quella di Ferrara e nel 1435 per quella di Urbino. Nel 1430 si recò a cercare pace e riposo al Santuario di San Francesco sul Monteluco. A lui si devono importanti ampliamenti del santuario stesso; dopo 10 anni dalla sua morte venne eretta nel cortile una cappella a lui dedicata.

 

Durante la permanenza nella terra dei Montefeltro, ebbe la simpatia e la stima di Federico, futuro Duca d'Urbino, che frequentandolo ne rimarrà segnato nella spiritualità per tutta la vita.

 

Nel 1437 divenne vicario generale dell'ordine degli osservanti. Nel 1438 venne nominato vicario generale di tutti i francescani italiani.

 

Non smise mai di dedicarsi, nonostante questi incarichi, all'evangelizzazione. Nel 1444, pur essendo molto malato, su invito del vescovo Amico Agnifili, si recò a L'Aquila, anche per tentare di riconciliare due fazioni che in città si affrontavano apertamente. Morì il 20 maggio in questa città. In seguito il suo corpo fu sepolto nell'basilica di San Bernardino dell'Aquila, all'interno dell'omonimo mausoleo.

 

Si racconta che la bara continuò a gocciolare sangue fino a quando le due fazioni non si furono riappacificate.

 

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