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È triste e paradossale vedere il Pd ridotto a utile idiota dei manettari

Caro amico e direttore Emanuele Boffi, ho letto con ammirazione il tuo rendiconto sulla lodevole iniziativa intrapresa dall’Unione delle camere legali per spiegare la stupidità criminogena di una riforma (riforma?!) della giustizia che abolirebbe la prescrizione, con tutti i gli effetti esiziali sulla durata dei processi e, di conseguenza, sul potere infinito che in questo modo si attribuirebbe a un ordine giudiziario come quello che vige in Italia, Paese dove già la metà delle persone attualmente in carcere non ha ancora avuto un processo e una sentenza di primo grado.

Ecco, con l’abolizione della prescrizione, andremmo alla creazione di uno Stato concentrazionario perfetto, di ispirazione nazi-comunista, dove qualunque cittadino potrebbe rimanere indagato, imputato o recluso, “in attesa di giudizio”, ad libitum, a piacere, a vita. Cioè, secondo modi e tempi stabiliti non più dalle leggi, ma da una teoria di giustizia ed equità che di fatto si risolve nella barbarie dell’essere oggetti – siccome oggi in Italia lo siamo solo al 90% – dei soggetti giudiziari forti, ...

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Perché la Santa Sede ha rinviato la beatificazione di Fulton Sheen

Con «profondo rammarico» monsignor Daniel Jenky, vescovo della diocesi di Peoria, martedì scorso ha diffuso un comunicato per annunciare «di essere stato informato dalla Santa Sede che la beatificazione di Fulton Sheen sarà rinviata».

La decisione di annullare la celebrazione del prossimo 21 dicembre e rinviarla a data da destinarsi, notificata da Roma alla diocesi di Peoria lunedì 2 dicembre, è motivata dal fatto che «alcuni membri della Conferenza episcopale hanno richiesto ulteriore approfondimento» sulla causa riguardante Sheen. Emblematica la precisazione successiva del vescovo Jenky, che suona così:

«Nel clima attuale, è importante che i fedeli sappiano che non c’è mai stata, n’è c’è adesso,...

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La messa è finita. Ennesimo show Lgbt nel Duomo di Vienna

L’edizione 2018 dell’evento ospitato nel Duomo di Vienna per la giornata mondiale contro l’Aids. Quest’anno si è esibita Conchita Wurst (foto Facebook)

Diavoli, ballerini a petto nudo con le corna e le tute in latex, fibbie con teschi, drag queen, piume, calze a rete, candele, musica elettronica e fumogeni rossi. E tutto intorno, crocifissi, paramenti sacerdotali e leggii. È il 30 novembre 2018: le immagini dell’evento di beneficenza Lgtb, organizzato per il secondo anno di fila in occasione della giornata mondiale contro l’Aids, ricordano quelle di un Rocky Horror Picture show. O di una messa nera. Solo che sono state scattate nella cattedrale di Santo Stefano di Vienna con la benedizione del cardinale Christoph Schönborn, seduto in prima fila ad applaudire l’attore seminudo Philipp Hochmair che in piedi sulla balaustra dell’altare brandiva un microfono e una birra.

CONCHITA WURST SUL PULPITO

Anche quest&...

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Il Conte mastica il latino, la Bestia le piadine. La cronaca politica del Corriere

Secondo il maestro Vittorio Feltri «il giornalismo è alta portineria». Si vede che il Direttore non frequenta il corrierista Fabrizio Roncone. Detto anche Marvellous de noantri. Che come il famoso pugile che morsicava le orecchie all’avversario per poi abbatterlo con ferocia bestiale, usa mordere la pagina con incipit folgoranti per poi sfrittellare articolesse geniali. Come nel pezzo letto oggi nel “primo piano” del quotidiano di via Solferino (a dire il vero, alleggerito da una buona mezza pagina di ingombro fotografico).

Ma insomma, tanto per cominciare Roncone scrive: «Tanto per inquadrare il pomeriggio». Però. A quale musa dobbiamo il maestoso incipit? Un portinaio dovrebbe anche spettegolare dello scontro al calor bianco visto in parlamento tra governo e opposizioni.

In effetti le note di Marvellous sono uppercut micidiali sullo spettacolo indecoroso offerto dalla politica. Così, «tanto per inquadrare il pomeriggio», il cronista del Corriere della Sera si presenta all...

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«Oggi abbiamo bisogno di credenti intelligenti e di intelligenti credenti»

Don Luca Peyron, direttore della pastorale universitaria del Piemonte e Valle d’Aosta.  Insegna spiritualità dell’innovazione presso la facoltà di Economia dell’Università degli Studi di Torino e teologia dell’innovazione presso l’Università cattolica del Sacro Cuore di Milano – dipartimento di Economia.

Ha scritto tre libri: Per una pastorale universitaria, una riflessione sul mondo universitario, sulla presenza della Chiesa in quell’ambiente e sul rapporto con il territorio, in particolare con le parrocchie; Incarnazione digitale, incentrato sulla rivoluzione digitale e le sue conseguenze sulle nuove generazioni e sul rapporto dell’uomo con Dio; e, ultimo ma non meno importante, Elogio della Generosità, scritto con Ivan Andreis, vicedirettore della stessa pastorale universitaria, allo scopo di far riflettere sull’importanza della generosità. L’abbiamo intervistato per fargli raccontare lo stimolante modus operandi che contraddistingue il lavoro suo e dei suoi collaboratori nell’ambiente ecclesiale, sociale e universitario torinese.

Don Luca, qual è la proposta della Chiesa per l’università? Essendo portatrice di una grande ri...

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Pescatori di uomini nella stagione delle sardine

Intervento del presidente del centro culturale Vivere Salendo, in occasione del seminario: Chiesa e politica nei pontificato di Giovanni Paolo II, Benedetto XVI e Francesco. Organizzato ad Anagni da fondazione Magna Carta il 30 novembre e l’1 dicembre.

Buongiorno a tutti. Il presidente Quagliariello, che ringrazio per l’ospitalità, mi ha colpito quando – a conclusione dei lavori di ieri – ha affermato in sostanza che a livello legislativo la deriva antropologica è ormai compiuta, il resto del lavoro lo stanno completando le sentenze della cosiddetta “giurisprudenza creativa “....

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Fine vita e giustizia creativa. Papa Francesco contro gli «sconfinamenti dei giudici»

Pubblichiamo integralmente di seguito il breve ed efficace discorso sulla giustizia che papa Francesco ha pronunciato oggi davanti ai membri Centro studi Rosario Livatino, ricevuti questa mattina in udienza in Vaticano per l’occasione dell’annuale congresso nazionale dell’organizzazione.

Come abbiamo già sottolineato in questo articolo dedicato all’evento, è particolarmente significativo che un convegno di giuristi con a tema la “Magistratura in crisi” si svolga a Roma nello stesso giorno in cui a Genova ha luogo il 34esimo congresso dell’Associazione nazionale magistrati.

Basta p...

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«Oggi Peppone sarebbe leghista». Intervista ad Alan Fabbri

Articolo tratto dal numero di ottobre di Tempi

Alan Fabbri partiva in vantaggio. Il sindaco leghista che il 9 giugno ha strappato Ferrara a un dominio della sinistra durato 74 anni non si vergogna di essere quello che è, di pensare quello che pensa, di vedere quello che vede. Un grosso vantaggio, appunto, forse perfino decisivo, nel confronto con avversari politici che in campagna elettorale per provare ad arrestare la sua ascesa si sforzavano di vedere i fantasmi: se vince il salviniano, dicevano, arrivano i barbari, i fascisti, i razzisti, quelli che non sanno fare i conti.

Invece lo sapevano anche loro che Alan Fabbri non è nulla di tutto ciò. Quarant’anni tondi e un codino leggermente ingrigito ma fedelissimo (ha resistito perfino a Silvio Berlusconi che per le regionali del 2014 glielo avrebbe fatto tagliare volentieri), è un uomo grande e grosso ma reso tutt’altro che spaventoso dall’occhio sornione e da un’aria perennemente, molto emilianamente, “polleggiata”. Di stirpe contadina, a sua volta ha lavorato in campagna per mantenersi durante gli studi da ingegnere, e forse anc...

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L’inchiesta su Open e la nebbia della trasparenza

Che Luigi Di Maio, uno che è capo politico di un “non partito” eterodiretto da una srl, faccia la predica a Matteo Renzi sui finanziamenti opachi alla politica, fa abbastanza ridere. La linea di questo giornale in materia di inchieste sparacchiate sui giornali, lo sapete, non è garantista solo perché è “iper-garantista” e, dunque, anche il caso del Royal baby non sfugge alla regola.

L’inchiesta puzza lontano un miglio

Per farla breve, a riguardo dell’inchiesta su Open, la fondazione vicina a Renzi ora al centro di un’indagine della magistratura per presunti finanziamenti illeciti, abbiamo le stesse perplessità espresse sul

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Grillo corteggia la Cina. Quante affinità tra il regime comunista e il M5s

Beppe Grillo ha cenato venerdì sera con l’ambasciatore di Pechino a Roma Li Junhua. Sabato pomeriggio è tornato a fargli visita, trattenendosi in ambasciata oltre due ore. Il garante del Movimento 5 stelle si spertica in lodi al regime comunista ogni volta che può sul suo blog, il ministro degli Esteri e leader politico del Movimento Luigi Di Maio ha intensificato le sue visite nel Paese di mezzo, il proprietario della piattaforma Rousseau, Davide Casaleggio, si incontra con i responsabili di Huawei. La comunione d’intenti tra il M5s e la Cina è impressionante e non c’è da stupirsi: il Movimento, infatti, da anni prende a modello organizzativo e politico la feroce dittatura di Xi Jinping.

ONESTÀ E TRASPARENZA

Le analogie sono tantissime a partire dal mantra grillino per eccellenza: «Onestà!». Nel chiedere ossessivamente alla classe politica italiana quell’atteggiamento coerente e morale che i propri esponenti si guardano bene dal praticare (legg...

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