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Le tre “conversioni” di san Newman

Don Francesco Saverio Venuto è docente di storia della Chiesa presso la Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale Sezione di parallela di Torino. Ha scritto per EffatàIl Concilio Vaticano II. Storia e recezione a cinquant’anni dall’apertura” e sta realizzando un importante studio sul Movimento di Oxford, senza il quale non si può cogliere appieno la grandezza di John Henry Newman, divenuto santo domenica. Inoltre, don Francesco è succeduto all’insigne storico della Chiesa monsignor Renzo Savarino nella custodia della rettoria dell’Arciconfraternita della Misericordia, l’unica chiesa torinese in cui si officia la Santa Messa in latino; un luogo molto caro ai cattolici non ebbri del liberalismo modernistico tanto avversato dal cardinale inglese.

Professore, chi è e cosa ha da dirci oggi il cardinale Newman?

Per capirlo vale la pena partire dalle parole che Benedetto XVI gli dedicò nel discorso ai cardinali, arcivescovi e vescovi, pre...

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Amici e nemici di Newman, il santo che divenne cattolico suo malgrado

In quale misura il cardinale John Henry Newman, oggi santo, è un pensatore europeo? Non c’è dubbio che egli sia profondamente britannico, per formazione ma specialmente per gli interlocutori con i quali ha dialogato e polemizzato. Formatosi ad Oxford, il cuore culturale dell’anglicanesimo, per metà della sua vita Newman fu coinvolto in dibattiti teologici ed ecclesiologici tipicamenti anglicani. I suoi riferimenti sono i classici greci e latini, i Padri della Chiesa, e i grandi teologi anglicani, particolarmente Joseph Butler.

Il
movimento di Oxford, o dei trattariani, nasce precisamente come una riscoperta
delle fonti dell’anglicanesimo. Newman, insieme ad altri compagni, si ritrova
cattolico in qualche modo suo malgrado, possiamo affermare. Diventa cattolico
per onestà intellettuale nei confronti della propria coscienza, non certo per influenza
di specifici teologi cattolici inglesi, praticamente inesistenti, o
continentali.

Giustamente ricordiamo la tradizione empirista dalla quale il cardinale Newman...

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Chi era il cardinale Newman, il santo della coscienza

Domenica 13 ottobre a Roma in piazza san Pietro papa Francesco innalzerà agli onori degli altari John Henry Newman, già fatto beato nel 2010 da papa Benedetto. È stato un testimone grandioso della fede cattolica a partire dalla quale ha speso la sua vita difendendo non solo la verità e la Chiesa, ma la ragione stessa dalle riduzioni positivistiche ed empiriste.

La sua vita, nasce nel 1801, è disseminata da momenti “critici” che lo costringono ad andare a fondo alla tradizione consegnatagli dalla famiglia, dal contesto sociale, dalla Chiesa anglicana del suo tempo. Educato, come gli altri suoi cinque fratelli, dai genitori ad una religiosità devozionale e sentimentale, sente urgere dalla sua intelligenza davvero precoce esigenze che non possono essere soddisfatte nell’ambito della sola sfera emotiva e per questo a dodici anni prova incredulità e indifferenza per la religione trasmessa dalla famiglia. Come poi dirà nell’Apologia pro vita sua, scoprirà a sedici, diciassette anni l’evidenza della esistenza di Dio e, da pastore anglicano, inizia la sua predicazione attivando temi e moda...

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Emilia e Karol, verso la beatificazione dei genitori di Giovanni Paolo II

I genitori di San Giovanni Paolo II, Karol Wojtyla ed Emilia de Kaczorowski / Credit: Conferenza Episcopale Polacca

La conferenza episcopale polacca ha deciso di iniziare il processo di canonizzazione per i genitori di San Giovanni Paolo II. Ci sperava il cardinale Stanisław Dziwisz, arcivescovo di Cracovia ed ex segretario personale di Wojtyla, che durante un’appassionata omelia pronunciata lo scorso anno nella parrocchia di sant’Anna, a Wohyn, aveva parlato della vita dei due innamorati come esempio per tutte le famiglie moderne. La sua speranza era risuonata potente in Polonia, chi meglio del fedele collaboratore e amico del santo poteva conoscere la storia di Karol ed Emilia?

«DEVE ABORTIRE». MA EMILIA NON LO ASCOLTÒ

Racconta la giornalista polacca Milena Kindziuk, autrice di La madre del Papa. Una storia commovente su Emilia Wojtyłowa che Emilia Kaczorowska decise di dare alla luce il futuro Papa nonostante la gravidanza stesse mettendo a rischio la sua vi...

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Taglio parlamentari, l’eroico Lupi: «È demagogia»

Il taglio dei parlamentari l’hanno votato tutti, o quasi. Solo una pattuglia di deputati ha avuto l’eroico ardire di opporsi. Tra questi, quelli di +Europa e di Noi con l’Italia. Perché lo hanno fatto, come motivano una così impopolare presa di posizione? Qui di seguito riportiamo il video dell’intervento del leader di Nci Maurizio Lupi il quale oggi, intervistato dal Corriere, dice: «Sì, abbiamo votato con i radicali mentre tutti gli altri si sono accodati al M5s, dagli amici del Pd al centrodestra. Orfini ha detto che questa riforma “fa schifo” ma poi ha votato lo stesso. E così hanno motivato il 60 per cento di quelli che hanno detto sì».

Lupi è a favore di un taglio del numero dei rappresentati, ma, chiede, «cosa succede se il gov...

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Il dito da 100 milioni e la Luna da 70 miliardi

«Così muore la libertà: sotto scroscianti applausi» è il testo del cartello che alcuni parlamentari di +Europa hanno esposto fuori dalla Camera dei deputati nel giorno in cui i loro colleghi hanno votato, con maggioranza bulgara, la “riduzione” di se stessi. Una volta tanto, ai radicali/boniniani non si può dare torto. La riforma è stata approvata con 553 sì, 2 astenuti e 14 no (tra di loro, i 3 di +Europa e i 4 deputati di Noi con l’Italia guidati da Maurizio Lupi).

0,007 per cento

Beninteso, come abbiamo già scritto, una riduzione del numero dei parlamentari non è di per sé una cattiva notizia (il Congresso statunitense conta 535 membri, i nostri erano 945), il problema è il motivo per cui è stato fatto. Perché se la motivazione è il “risparmio” tanto sbandierato dai grillini, ci stiamo prendendo in giro: stiamo parlando di un centinaio di milioni l’anno (lo 0,007 per cento della spesa pubblica), a fronte di una diminuzione significativa ...

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Più società, meno Stato. O finiremo come l’America Latina

Articolo tratto dal numero di Tempi di settembre

Nel momento in cui scrivo, 28 agosto, piove, il clima è afoso e le trattative del governo tra M5s e Pd sono ancora in corso. Le ultime notizie dicono che questa sera dovrebbe uscire il nome di Conte come presidente del Consiglio. L’ostacolo più grande all’intesa sembra essere la pretesa di Luigi Di Maio, che vorrebbe un ministero di peso e la qualifica di vice-premier, fortemente osteggiata dal Pd. Matteo Salvini, secondo le immagini dei licenziati offerte dal cinema americano, sta facendo gli scatoloni, è in declino di popolarità nei sondaggi e dice poco; dice fondamentalmente che è stato tradito. Questo numero di Tempi uscirà quando gli eventi della politica potranno essere in continuità o decisamente diversi da quel che si vede oggi. Saranno scorsi fiumi di commenti a riguardo dell’anomala alleanza tra partiti che si sono fortemente osteggiati, dell’attaccamento alle poltrone dei parlamentari che pur di non andare a casa sono disposti a qualsiasi trasformismo; delle trame che minano la durata del governo. Comunque vadano le cose, secondo me, il problema italiano, civile oltre che politico, rimarrà ancora irrisolto e certo per non breve tempo...

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Taglio parlamentari. Più ideologico che utile

«Salvo sorprese, meno di 48 ore separano i 5 Stelle da una delle loro ultime, ma non meno rilevanti, battaglie anticasta», scrive oggi Il Fatto quotidiano con una certa euforia. Il virgolettato è importante perché rivela ciò che tutti sanno e cioè che l’intenzione di diminuire i parlamentari è per i grillini più una questione ideologica che di miglioramento delle procedure democratiche.

Tutti d’accordo

La riforma prevede infatti che si passi da 630 deputati e 315 senatori a, rispettivamente, 400 e 200 (600 parlamentari in tutto rispetto ai 945 attuali). Partito a febbraio, il testo della riforma è già stato votato due volte in Senato e una alla Camera: manca, appunto, l’ultimo voto e, a meno di sorprese, dovrebbe essere positivo. Anche perché sia i partiti di centrodestra – in maniera più tenue Fi – daranno il loro assenso, sia il Pd che si rimangerà la parola, avendo finora votato “no”, in nome della nuova alleanza di govern...

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Deficit, tasse e «nessuno sconto dall’Ue». La nuova manovra è già vecchia

Non basta dire che «adesso in Italia si cambia tutto» (Nicola Zingaretti) perché qualcosa cambi davvero. È passata appena una manciata di mesi da quando il Pd accusava il governo gialloverde di realizzare una irresponsabile manovra in deficit. Ma la manovra 2020 uscita ieri dal Consiglio dei ministri del Conte bis non solo «è finanziata con un aumento del deficit, ma quest’anno addirittura metà sarà coperta in deficit».

BEN «20 EURO IN PIÙ» IN BUSTA PAGA

Nella nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza, NaDef) varata ieri, «non c’è nessuna svolta», commenta Enrico Marro sul Corriere della Sera. Su una manovra da 30 miliardi, tre quarti saranno utilizzati per impedire l’aumento d...

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