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Per una rinascita popolare dell’Europa

Bruxelles. La politica, quella europea e delle scelte di campo nell’imminente decisivo voto che può segnare il futuro stesso dell’Unione, ha progressivamente conquistato la scena al seminario di studi, organizzato dal Movimento Cristiano Lavoratori ed Eza, ieri e oggi a Bruxelles, su “Le nuove politiche di inclusione sociale: il dialogo sociale, la partecipazione dei lavoratori e la lotta alla disoccupazione giovanile”.Culminata con quello del presidente dell’Europarlamento Antonio Tajani, sono state numerosi i passaggi al convegno di esponenti della delegazione italiana nel gruppo europopolare: Lorenzo Cesa e Giovanni La Via (ieri), Massimiliano Salini (oggi).

L’unica possibile scelta

Chiara, d’altronde, è l’opzione per il Ppe da parte del Mcl. Un’indicazione che guarda all’orizzonte e alle sfide continentali, invitando a scegliere, senza farsi frenare da politicismi provinciali, il riferimento italiano della famiglia politica che sta all’origine della costruzione della casa comune europea. Altrettanto netto, nelle parole del presidente Carlo Costalli, il biasimo sulle modalità e risultanze del muoversi sulla scen...

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Mozione per riconoscere il genocidio armeno. Proteste turche

Un gruppo di deputati presenta alla Camera una mozione per il riconoscimento ufficiale del genocidio armeno e la Turchia non la prende bene. È infatti in discussione a Monte Citorio una mozione che impegna il nostro governo «a riconoscere ufficialmente il genocidio armeno e a darne risonanza internazionale» che ha provocato le ira di Ankara, tanto che, ieri, il ministero degli Esteri turco ha convocato il nostro ambasciatore per chiedere delucidazioni.

A più di cento anni di distanza, la Turchia non ne vuole prop...

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L’amalgama nera di Verona esiste solo nel pregiudizio di Melloni

Caro direttore, ogni volta che leggo un articolo del professore Alberto Melloni (cosa che faccio sempre meno, perché sta diventando noioso), mi chiedo su quale pianeta egli viva, visto che quasi sempre si riferisce a cose che non esistono, anche perché il suo scrivere per allusioni lo allontana sempre di più dalla realtà.

Un esempio clamoroso di quanto sto dicendo lo si può constatare leggendo l’articolo da lui scritto l’1 aprile (uno scherzo?) su Repubblica e intitolato

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Cina. Le inaccettabili pressioni del regime ai vescovi cattolici

Quello che sta succedendo nella diocesi di Mindong è paradossale e mette chiaramente in luce che qualcosa nell’accordo provvisorio tra Cina e Vaticano non sta funzionando.

Le gerarchie nella diocesi sono cambiate a dicembre quando su richiesta della delegazione vaticana a Pechino, guidata da monsignor Claudio Maria Celli, il vescovo legittimo Guo Xijin ha accettato di essere retrocesso ad ausiliario per lasciare il posto a monsignor Zhan Silu. Il vicepresidente nazionale dell’Associazione patriottica (definita «inconciliabile con la dottrina cattolica» dalla Santa Sede) è uno dei sette vescovi scomunicati che sono stati perdonati da papa Francesco.

«IL GOVERNO MI RITIENE ILLEGITTIMO»

Pochi giorni fa AsiaNews

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Io, ateo, ho incontrato l’uomo più felice del mondo. Un monaco del Monte Athos

Padre Ioanikios è un monaco ortodosso del monastero di Simonopetra, uno dei 20 che si ergono sul Monte Athos in Grecia. Ed è anche «l’uomo più felice» che Simon Critchley abbia mai conosciuto, quello che gli ha fatto scoprire che il cristianesimo è «un’esperienza vivente» e che la Grazia è qualche cosa di reale.

L’incontro tra i due è uno di quelli che non ti aspetti. Critchley è un docente di filosofia ateo, inviato dal New York Times ad Atene per realizzare una serie di articoli sulla capitale greca. Ottenendo un permesso speciale concesso a pochi, ha passato tre giorni nel monastero di Simonopetra per toccare con mano l’epicentro della spiritualità ortodossa, «la cosa più vicina a un’esperienza religiosa che abbia mai avuto nella mia vita».

DA MANHATTAN AL MONASTERO

Padre Ioanikios invece è diventato un monaco nel 1987. Greco, ma anche cittadino americano, aveva studiato Ingegneria meccanica alla New York University negli anni Settanta...

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Parolin: «La libertà religiosa va difesa. Anche dai “nuovi diritti”»

Il segretario di Stato vaticano Pietro Parolin è stato invitato a concludere ieri mattina i lavori del simposio “Stand Together to Defend International Religious Freedom”, svoltosi all’ambasciata degli Stati Uniti presso la Santa Sede. Nell’occasione il cardinale ha pronunciato un discorso destinato inevitabilmente a risuonare nelle orecchie di molti, non ultimi i cattolici e non cattolici entrati a vario titolo nella “battaglia sulla famiglia” scoppiata intorno al convegno di Verona. Il testo integrale dell’intervento di Parolin, pronunciato in inglese, è pubblicato in questa pagina del sito del Vaticano.

Nonostante i molti sforzi compiuti dalla comunità i...

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Ai tanti cattolici don Abbondio farei rileggere la risposta del cardinale Federigo

Caro direttore, nella precedente lettera, riferendomi alla situazione di molti cattolici, ti avevo scritto che essi mi sembravano tanti don Abbondio, di manzoniana memoria. L’espressione è piaciuta a tanti lettori di Tempi.

Qualcuno, invece, mi ha scritto sulla mia pagina Facebook, mostrando qualche perplessità. Chiarito che non intendevo offendere nessuno, ma, semmai, fare una constatazione, ho deciso di rileggere i capitoli 25 e 26 dei Promessi sposi, che riportano il fantastico dialogo tra il grande cardinale Federigo ed il povero parroco.

Di solito, di quel dialogo si riporta solo quanto detto da don Abbondio (forse per scagionarlo, visto che in ognuno di noi c’è un po’ di don Abbondio) al cardinale: «Il coraggio, uno non se lo può dare». Chi cita questa frase, cerca di chiudere con essa il problema. E, forse, così sperava il debole prete.

A questo punto, mi è venuta la curiosità di andare avanti con la lettura ed h...

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Il caso del cardinale Pell e il doppio attacco alla Chiesa cattolica

Articolo tratto dal numero di Tempi di marzo 2019.

Il cardinale George Pell, 77 anni, l’uomo più in vista della Chiesa australiana, prefetto (in congedo) della Segreteria vaticana per l’economia, è stato riconosciuto colpevole di abuso sessuale su due tredicenni. La violenza si sarebbe verificata a metà degli anni Novanta a Melbourne, al tempo in cui Pell era arcivescovo, e, in particolare, uno dei due ragazzi ha dichiarato che il porporato l’avrebbe costretto a un rapporto orale in sacrestia dopo la funzione, quando sorprese i due giovani a bere il vino destinato alla Messa. Il giudizio è stato emesso all’unanimità da una seconda giuria, convocata dopo che la prima non era riuscita a stabilire un verdetto (che, secondo alcune indiscrezioni, sarebbe stato favorevole al cardinale). Pell si è sempre proclamato e continua a proclamarsi innocente.

Sul nostro sito abbiamo più volte...

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Pell è ancora in isolamento e non può recitare né la Messa né il breviario

Il cardinale George Pell si trova ancora in una cella di isolamento in una prigione dello Stato di Victoria, in Australia. L’ex tesoriere vaticano è stato condannato a sei anni di detenzione per abusi sessuali su due ragazzini in un processo pieno di falle e definito da molti come una «caccia alle streghe». Il cardinale ha fatto ricorso e la richiesta di appello dovrebbe essere esaminata a partire da giugno.

NON PUÒ NEANCHE LEGGERE IL BREVIARIO

John Macauley, che è stato ministrante del cardinale, ha descritto le condizioni in carcere di Pell durante un’intervista all’emittente americana Ewtn. Al conduttore della trasmissione “The World Over”, Raymond Arroyo, ha spiegato che l’ex arc...

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