Tempi.it

«La musica è un respiro donato attraverso cui possiamo incontrare Dio»

Fin dalla notte dei tempi, la musica è sempre stata associata al divino. Il suono è ritenuto di origine sacra e la stessa musica è considerata qualcosa di potente ed enigmatico. Questa all’interno delle religioni, è presente nelle sue due forme: musica strumentale e musica vocale rappresentando in entrambi i casi un mezzo che avvicina i fedeli a Dio, rendendoli una cosa sola nella preghiera.

Come l’arte, la musica è un linguaggio universale che può unire persone vicine e lontane, anche popoli diversi come russi ed italiani. Ed è così che domani, a Roma, presso la Basilica di San Giovanni in Laterano, alle 20,30, per la prima volta si esibiranno insieme il coro della diocesi di Roma ed il coro sinodale di Mosca. Un evento al quale possono partecipare tutti gratuitamente, senza precedenti. Rappresenta un momento di unione e di preghiera che va oltre le diverse confessioni, oltre le idee politiche ed i chilometri che separano questi due popoli. L’unione tra i fedeli, infatti, è anche il messaggio forte di papa Francesco per “La settimana di preghiera per l’unità dei cristiani” che quest’anno va dal 18 al 25 gennaio.

Monsignor Marco Frisina,...

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Lombardia e Veneto vogliono l’autonomia e incalzano il governo

Autonomia, a che punto siamo? Oggi in un’intervista al Corriere della Sera, il governatore lombardo Attilio Fontana è tornato sull’argomento con una battuta. All’intervistatore che gli chiedeva conto delle nuove interrogazioni parlamentari ostili da parte dei cinque stelle, il presidente della regione Lombardia ha così risposto:

«L’Autonomia è l’unico mezzo per disinnescare un po’ di tensioni sociali, dare risposte a chi oggi si sente incattivito. E poi...

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Andreotti non aveva segreti (a parte il gelato)

Domani è l’anniversario di nascita di Giulio Andreotti, statista, leader Dc (Roma, 14 gennaio 1919 – Roma, 6 maggio 2013). Per ricordarne la figura pubblichiamo di seguito un ritratto che scrisse per Tempi il giornalista Renato Farina suo amico e biografo (Non mi hanno fatto male. 10 anni con Andreotti, Cantagalli, 2004). La figura dello statista democristiano continua a dividere ancora oggi l’opinione pubblica italiana – basti ricordare che, quando fu dato annuncio della sua morte al Senato, i grillini urlarono «vergogna! vergogna!», mentre in altri ambiti, come il Meeting di Rimini, il “divo Giulio” veniva applaudito e si trovava “come a casa”. In coda all’articol...

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Ddl M5s pro cannabis: «Ma non esistono droghe leggere»

I grillini vogliono la cannabis libera ma la Lega si oppone. Il senatore pentastellato Matteo Mantero ha depositato in Senato un disegno di legge per legalizzare la coltivazione, la lavorazione e la vendita della cannabis e dei suoi derivati. Come riassume oggi La Verità, «il ddl consente di detenere di 15 grammi di cannabis in casa e 5 fuori, di coltivare le piante da soli (fino a un massimo di tre) o in società di massimo 30 persone. Sulle infiorescenze che sono in tabaccheria e negli shop, il ddl prevede che la vendita sia anche per uso alimentare o erboristico».

LO STOP DELLA LEGA

Il ministro della famiglia Lorenzo Fontana ha subito stoppato l’iniziativa degli alleati grillini:

«Le proposte sulla legalizzazione dell’uso della cannabis non sono concordate. Si tratta infatti di un tema che non è nel contratto del governo e che non è nell’agenda della Lega. Ci sorprende quindi che vengano presentati disegni di legge che sembrano più provocazioni...

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E anche stavolta le trivelle non c’entrano niente

«Mi sembra una tempesta in un bicchiere d’acqua», dice così a tempi.it Gianfranco Borghini a proposito delle recenti polemiche scoppiate sui nostri giornali a proposito di “trivelle” (perché la parola è tra virgolette ve lo spiegheremo tra poco). Borghini è stato il presidente del comitato che, in occasione del referendum del 2016, s’era prodigato per un’astensione consapevole (il referendum fallì, portando al voto solo il 31,19 per cento degli italiani). Anche in quella occasione, il lavoro di Borghini fu quello, innanzitutto, di spiegare i termini della questione al di là di ogni p...

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La disobbedienza dei sindaci anti-Salvini è una sceneggiata

«Mi hanno fatto un favore», è un virgolettato attribuito a Matteo Salvini apparso ieri sul Corriere della Sera. Che sia autentico o meno, poco importa, di certo è assai plausibile. L’annuncio di molti sindaci italiani di non voler attuare il decreto sicurezza porta molta acqua al mulino del leader leghista.

DISOBBEDIENZA CIVILE

Tra i diversi primi cittadini le parole di avversione al decreto appena diventato legge assumono sfumature diverse. Si va da quelle rosso fuoco dei sindaci di Palermo, Leoluca Orlando, e Napoli, Luigi De Magistris, che con toni di fuoco hanno proclamato la loro disobbedienza civile, ai toni più razionali del sindaco di Milano Giuseppe Sala o di Bergamo Giorgio Gori.
Se nelle due città del nord prese ad esempio, i due sindaci limitano i loro interventi a contestare gli articoli della legge, in particolare, come dice Gori, «la cancellazione (con poche marginali eccezioni) del permesso di soggiorno per motivi umanitari, che si traduce in un forte aumento dei ...

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«L’autonomia funziona se viene concessa solo a chi se la merita. Come al Veneto»

Non solo Veneto, Lombardia ed Emilia-Romagna. Anche altre dieci regioni a statuto ordinario (tutte tranne Abruzzo e Molise) hanno ufficialmente presentato richiesta allo Stato, o si stanno concretamente organizzando, per ottenere più autonomia. È quanto rivela uno studio del Senato diffuso ieri da Repubblica. «Non è che sono domande fatte solo per impedire che le regioni del Nord abbiano l’autonomia che meritano?», si domanda maliziosamente Elena Donazzan, assessore all’Istruzione e lavoro del Veneto, parlando con tempi.it a poco più di un mese dal 15 febbraio, data in cui il governo dopo una lunga contrattazione dovrà formulare la proposta finale alle regioni che hanno chiesto l’autonomia.

Assessore, anche diverse regioni del Sud hanno chiesto più autonomia, sulla scorta della vostra iniziativa. Stupita?
Sinceramente lo davo per scont...

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Uccisi 40 missionari nel 2018, il doppio rispetto al 2017

Nel corso del 2018 sono stati uccisi nel mondo 40 missionari, quasi il doppio rispetto ai 23 del 2017. Si tratta per la maggior parte di sacerdoti: 35. Come riporta Fides, «dopo otto anni consecutivi in cui il numero più elevato di missionari uccisi era stato registrato in America, nel 2018 è l’Africa ad essere al primo posto di questa tragica classifica». Emblematico, in questo senso, l’esempio del Centrafrica, dove solo quest’anno sono morti cinque sacerdoti.

I DATI

Secondo i dati raccolti da Fides, nel 2018 sono stati uccisi 35 sacerdoti, 1 seminarista e 4 laici. In Africa sono stati uccisi 19 sacerdoti, 1 seminarista e 1 laica (21); in America sono stati uccisi 12 sacerdoti e 3 laici (15); in Asia sono stati uccisi 3 sacerdoti (3); in Europa è stato ucciso 1 sacerdote (1).

Per quanto riguarda le cause delle morti, si legge:

«Anche quest’anno molti missionari hanno perso la vi...

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Il governo si rimangia già la stangata Ires al no profit (è pure «incostituzionale»)

La manovra non è stata ancora varata e già il governo si rimangia il raddoppio dell’Ires per gli enti no profit. Come scrive oggi il Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte «assicura che “anche alla luce del principio di sussidiarietà” e per l’attenzione che si deve “al Terzo settore” a gennaio “provvederemo ad intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”».

Nella giornata di ieri è stato il vicepremier Luigi Di Maio il primo ad annunciare la marcia indietro, continua il Corriere, «spiegando come non si possa operare direttamente sulla manovra (che dovrebbe essere votata dalla Camera in via definitiva entro domani) per una questione di tempi visto che si andrebbe “all’esercizio provvisorio”, ma che il ristabilimento della tassazione favorevole per il non profit arriverà “con il primo provvedimento utile” a inizio anno». In serata poi, aggiunge il Fatto quotidiano, è toccato a «mezza Lega» assicurare che «la regola sull’Ires era un errore».

C...

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Il Fattore famiglia a Bologna

Caro direttore, ti scrivo per raccontare quanto successo a Bologna.

Buone notizie. Lo scorso 20 dicembre, in sede di approvazione di bilancio previsionale, il Consiglio Comunale ha approvato un nostro ordine del giorno che invita Sindaco e Giunta all’“introduzione, nell’ambito dei sistemi di erogazione dei servizi alla persona in essere, in via sperimentale e adeguata al contesto bolognese, di strumenti di equità e flessibilità che tengano conto del numero di figli e dei carichi familiari”. Il cosiddetto “Fattore Famiglia”, per intenderci.

Non un atto simbolico, ma una pietra miliare. Punto di arrivo e di partenza non casuale, ma frutto di un lavoro di relazioni e di condivisione anche con gli assessori più coinvolti (Marilena Pillati, scuola e formazione, Giuliano Barigazzi, sanità e welfare), fino al deciso “via libera” dell’assessore al bilancio Davide Conte.

L’ordine del giorno, condiviso e sottoscritto oltre che dal nostro capogruppo Gian Marco D...

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