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Formigoni. Siamo solo di fronte ad una storia criminale?

Quella di Roberto Formigoni è e rimane un’esperienza di buon governo. Per quel che mi riguarda, unica in Italia. Lo ha certificato alla fine del suo lungo mandato niente meno che la Banca d’Italia, in un quaderno del giugno 2012 (L’economia della Lombardia, n. 5). E questi sono dati oggettivi, che nessuno può contestare. Nemmeno chi ha iniziato a sostenere che la sanità in questa parte si nord funziona solo perché sono bravi i medici. Vero, ma c’è un aspetto di responsabilità politica che non va cancellato o, peggio, demonizzato insieme alla condanna al carcere di chi lo ha rappresentato per quasi vent’anni.

I numeri della sanità

La stagione di buon governo di Roberto Formigoni ha garantito il contenimento del costo della sanità sul Pil regionale (il 5,4%) senza per questo sacrificare il servizio a danno dei cittadini. Tutt’altro: essa ha assicurato un numero adeguato di strutture ospedaliere per ogni milione di abitanti (13,8 contro 19,5), evitando quella frammentazione in piccoli p...

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Formigoni. Tutte le reazioni alla condanna

Dopo che la Cassazione ha confermato la condanna a Roberto Formigoni, sono tantissime le reazioni di amici, nemici e politici.

SILVIO BERLUSCONI, leader di Forza Italia

«Sono umanamente dispiaciuto».

GIANCARLO CESANA, medico, ex presidente del Fondazione Policlinico di Milano

«Formigoni è una persona di grande umanità, ha fatto grandi cose per la sua Regione. Tutta la Lombardia deve essergli grata. Sono molto dispiaciuto, ritengo Formigoni una persona estremamente perbene. Bisogna accettare le sentenze, Roberto accetterà questa situazione con grande dignità».

ALESSANDRO FERMI, presidente consiglio regionale della Lombardia

«Formigoni verrà ricordato nel futuro per l’ottimo lavoro svolto come governatore della Lombardia e non certamente per questa sentenza. Umanamente sono dispiaciuto nel pensare che una persona di 70 anni debba essere limitato nella propria libertà pur non essendo socialmente pericoloso».

MARIASTELLA GELMINI, Forza Italia

«Da lombarda ho visto i risultati di Formigoni, ho visto come ha governato la Lomb...

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Feltri: Formigoni in carcere senza prove

Pubblichiamo di seguito il commento firmato per Libero dal direttore Vittorio Feltri in merito alla sentenza della Corte di cassazione che ieri sera ha confermato la condanna di Roberto Formigoni per corruzione.

Si impegnano allo scopo di spedire in carcere Formigoni, condannandolo a una pena esagerata, 5 anni e 10 mesi, che per un uomo di 71 anni è un mezzo ergastolo. Sarebbe troppo quand’anche fosse colpevole, però non ho capito dove stiano le prove della corruzione. Non gli hanno trovato una lira, gli rimproverano qualche giro in barca. Gli hanno imputato l’acquisto di una villa in Sardegna a prezzi di favore, ma chiunque di noi che ha provato a vendere una casa sa che il valore di un immobile è aleatorio, e l’incasso preventivato dai periti è quasi sempre il doppio della realtà di mercato: e a certificarlo sono le aste proprio dei Tribunali. In cambio di un paio di vacanze ai Caraibi, il Formiga av...

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Formigoni. C’è un compito per tutti gli amici

Non chiedeteci di rispettare una sentenza che riteniamo ingiusta. Sebbene l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni sia stato condannato con pena definitiva a 5 anni e 10 mesi, per noi non è un corrotto, per il semplice fatto che di questa corruzione non c’è evidenza.

Tante volte, e anche di recente, abbiamo sollevato dubbi su un processo che fa acqua da tutte le parti. Non ci sono tangenti, non ci sono passaggi di denaro, i conti di Formigoni sono stati esaminati a fondo e non è stato trovato un euro fuori posto. Nessun atto amministrativo è stato compiuto per portare a lui e solo a lui un beneficio. Esistono delibere approvate all’unanimità, persi...

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Cercate Giussani non tra i morti, ma tra i vivi

Un gruppo di universitari di Comunione e liberazione regala a don Giussani un motorino “Sì” Piaggio in occasione del suo ottantesimo compleanno

Il 22 febbraio 2005 moriva a Milano don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione, un uomo «toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza», come disse il cardinale Joseph Ratzinger all’omelia del suo funerale in Duomo il 24 febbraio (un giovedì piovoso, grigio canna di fucile, in una chiesa stracolma e un sagrato stracolmo di ciellini e semplici fedeli).

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Agli amici del Pd dico: abbiamo tanto da imparare dal modello Lombardia

Egregio direttore, mi permetta di ringraziarla per il prezioso commento a caldo sulla vicenda Formigoni. Mi è parso giusto e sincero. 

Leggendolo, ho subito pensato, non senza un sussulto, che io a tutti gli effetti posso essere considerato un ex formigoniano, (come notava Barbacetto qualche tempo fa) perché oggi il mio impegno civico si esprime con generosità e passione all’interno del Partito democratico. 

Vorrei usare questa occasione per collocarmi però sinceramente tra quelli che non sono “ex” e quindi rispondere al suo delicato ma stimolante appello a non nascondersi. 

Non sono “ex̶...

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«Salviamo la cattedrale di Santa Caterina. Non trasformatela in un museo»

«Salviamo la cattedrale di santa Caterina». È la petizione lanciata dai cattolici olandesi di Utrecht, che non accettano l’annunciata sconsacrazione e vendita della chiesa per mancanza di fondi e fedeli.

La decisione drammatica è stata presa dall’arcidiocesi di Utrecht, che considera la cattedrale troppo costosa da mantenere e vorrebbe venderla al vicino Museum Catharijne Convent, ex convento trasformato in una galleria d’arte. Santa Caterina non è però una chiesa qualunque, ma la cattedra del cardinale arcivescovo Wim Eijk e simbolo del cattolicesimo in città.

«SAREBBE LA PRIMA VOLTA NELLA STORIA»

Come sottolineato dallo storico della Chiesa Peter Nissen «sarebbe la prima volta che un vescovo perde la sua cattedra a causa della mancanza di fondi». Nella storia della Chiesa olandese l’evento si sarebbe verificato solo due volte: nel XVII secolo, quando il vescovo di Roermond fu costretto a spostarsi perché la sua congregazione era cresciuta troppo di numero e nel 1968, quando il vescovo di Breda fu obbligat...

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Sodoma. Un momento di verità sotto la coltre di ideologia omosex

Oggi, 21 febbraio 2019, si apre il summit in Vaticano che affronterà il problema della pedofilia nella Chiesa. Il Papa e 114 presidenti di Conferenze episcopali di tutto il mondo, 14 capi di Chiese orientali, 22 responsabili di ordini religiosi e 14 curiali si immergeranno in conferenze, ognuna delle quali si concluderà con momenti di preghiera e testimonianze di vittime di abusi sessuali. Nello stesso giorno esce in libreria e, verosimilmente, piomberà rapace sui tavoli dell’élite ecclesiastica riunita a Roma, un poderoso saggio-inchiesta su Chiesa e omosessualità del sociologo francese Frédéric Martel. Edito contemporaneamente in una ventina di paesi e tradotto in otto lingue. In Italia esce per Feltrinelli.

Il titolo è in apparenza provocatorio. Sodoma. Ovvero vita e costumi dell’élite ecclesiastica vaticana raccontata dall’interno del collegio cardinalizio, dai nunzi apostolici, da preti, seminaristi e monsignori. Ne esce fuori uno spaccato di Chiesa cattolica, a dir poco, inimmaginabile. Come minimo, sembrerebbe la conferma sul campo di ciò che al tempo di papa Ratzinger documentò un saggio di Dariusz Oko, “Con il Papa co...

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Se a difendere i Renzi sono quei “cattivoni” di destra

Tiziano Renzi con la moglie Laura Bovoli

Più che tra destra e sinistra, l’Italia andrebbe divisa tra garantisti e manettari. Storia vecchia e ventennale. Se ne è avuta riprova anche con l’arresto (ai domiciliari) dei genitori di Matteo Renzi con l’accusa di bancarotta fraudolenta e false fatturazioni. Il dato interessante da rilevare è che le parole più sensate e più comprensive nei suoi confronti sono arrivate da esponenti e da giornali molto lontani dal Pd. Al contrario, le critiche più pesanti sono apparse su quotidiani (teoricamente) a lui vicini.

La vignetta del Corriere e Repubblica

Sul Corriere, e valga come esempio, è apparsa in prima pagina la vignetta di Giannelli in cui un Berlusconi che si trasforma in Renzi (“Il figlio”) dice: «Basta con la giustizia a orologeria». E Repubblica

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Rompicapo Europee (la Lega gode, il M5s è nei guai)

A dar retta ai sondaggi, si preannunciano grandi cambiamenti nella composizione del prossimo parlamento europeo. Si vota a fine maggio ed è molto probabile che, per la prima volta nella sua storia, non si potrà dare vita a una maggioranza composta da socialisti e popolari. Questo, almeno, a dar retta a un sondaggio commissionato dalla società Kantar Public e reso noto l’altro giorno. Una rilevazione interessante che fa balzare all’occhio due questioni importanti anche per la politica domestica italiana: la prima, la Lega sarà il secondo partito più rappresentato a Bruxelles (27 seggi), secondo solo alla Cdu tedesca (29). La seconda, il M5s non ha una casa e rischia l’irrilevanza.

Ppe ago della bilancia

Vediamo, innanzitutto, i dati. Il partito popolare – cui, in Italia, aderisce Forza Italia – dovrebbe perdere 34 seggi (da 217 a 183), il Psde (cui aderisce il Pd) 51 (da 186 a 135). Se così fosse, poiché la maggioranza è di 353 seggi su 705, ciò significherebbe che, all’interno del parlamento, essa andrebbe trovata seguendo altre combinazioni. Quali? Qui c’è il primo inghippo, nel senso che, rimanendo il Ppe il gruppo più numeroso, esso si ...

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