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Lettere per Formigoni (e come fare a scrivergli)

Qui di seguito pubblichiamo alcune delle lettere giunte in redazione dopo la condanna a 5 anni e 10 mesi di Roberto Formigoni. Per scrivere a Tempi: redazione@tempi.it. Per scrivere a Formigoni, basta inviare delle lettere o delle cartoline all’indirizzo del carcere di Bollate (Via Cristina Belgioioso, 12020157 Milano – Italia). Siate intelligenti e prudenti in quel che scrivete nei messaggi. Che siano testimonianze d’affetto, lasciate perdere altre considerazioni. Noi provvederemo ogni mese a mandargli Tempi con una copia dei vostri messaggi.

Buonasera, leggendo l’articolo di oggi su Formigoni

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California. Violare il segreto della confessione se c’è il sospetto di abusi

Mentre a Roma stava per aprirsi il summit (che si è chiuso ieri) di vescovi e cardinali di tutto il mondo su “La protezione dei minori nella Chiesa” e già si allineavano le proposte per la prevenzione degli abusi pedofili, a Los Angeles qualcuno approfittava della crisi per un deciso affondo contro la libertà religiosa.

Un senatore del Senato della California, Gerald A. “Jerry” Hill, il 20 febbraio scorso ha presentato una proposta di legge che costringerebbe i sacerdoti cattolici a violare il segreto confessionale se c’è il sospetto di trovarsi di fronte a un caso di abusi su un minore o di “neglect”, cioè omissione dei doveri parentali. I membri del clero sono già tenuti, in base a una legge californiana, a riferire casi sospetti di abusi sui minori, ma vige un’esenzione legale che riguarda tutto ciò che viene rivelato nel corso del sacramento della Confessione.

Tutto questo cambierà se verrà approvata la proposta di legge 360 che reca la firma del senatore democratico Hill (il Partito democratico controlla 28 dei 40 seggi del Senato della California) poiché, come egli afferma, «gli individui che fanno del male ai bambini o che sono sospettati di fare del male ai bambini devon...

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Che fine ha fatto tutta quella bella gente lombarda che s’è goduta 18 anni di Formigoni?

Pubblichiamo il commento di Giuliano Ferrara sulla condanna di Roberto Formigoni apparso sul Foglio di ieri, sabato 23 febbraio.

Chi è entrato ieri mattina nel carcere di Bollate, Milano? A leggere i giornali sembra che sia un tipo bizzarro nei colori delle giacche che indossa, e delle magliette, un vacanziero impenitente che si tuffava da uno yacht in Sardegna nell’acqua sempre più blu, un cattolico anche un po’ bigotto che predicava bene e razzol...

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«L’Olanda è terra di missione, la tradizione del cristianesimo è morta. Ma Cristo no»

«È triste e drammatico» che la cattedrale di Santa Caterina a Utrecht, Olanda, possa essere sconsacrata e venduta. Ma ciò che da un lato è «indice di realismo», e dall’altro è «sintomo di una crisi cominciata decenni fa», deve essere inquadrato nella realtà della Chiesa e della società olandese. Qui ormai «il cristianesimo come tradizione è completamente scomparso, ma Cristo come possibilità di risposta alle attese e ai bisogni dell’uomo non è affatto morto».

LA CATTEDRALE DI SANTA CATERINA

È quanto dichiara a tempi.it don Michiel Peeters, missionario olandese della Fraternità San Carlo Borromeo e dal 2012 cappellano dell’Università di Tilburg. «In Olanda le parrocchie sono proprietarie delle chiese e devono mantenersele da sole», spiega. «Qui non abbiamo l’8×1000, lo Stato non aiuta come in Germania, qui le chiese vivono della generosità dei fedeli, che alla domenica versano l’obolo. Questo rende tutto più dif...

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Formigoni, i brindisi-fotocopia dei giornali e le domande senza risposta

Per dire il tenore degli articoli usciti ieri sui giornali in merito alla condanna definitiva di Roberto Formigoni, praticamente tutti fotocopie, quasi tutti scontatissimi, basterebbe questo incipit di Paolo Colonnello sulla Stampa:

«Questa volta nemmeno la Madonna, lungamente invocata e che in Cassazione aveva preso le sembianze in verità un po’ mefistofeliche del professor Franco Coppi, è riuscita ad evitare a Roberto Formigoni l’inevitabile: il carcere. L’ultimo vero grande democristiano della Prima Repubblica, “il Celeste” per gli amici ciellini, ridotto allo stato laicale di plur...

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Formigoni. Siamo solo di fronte ad una storia criminale?

Quella di Roberto Formigoni è e rimane un’esperienza di buon governo. Per quel che mi riguarda, unica in Italia. Lo ha certificato alla fine del suo lungo mandato niente meno che la Banca d’Italia, in un quaderno del giugno 2012 (L’economia della Lombardia, n. 5). E questi sono dati oggettivi, che nessuno può contestare. Nemmeno chi ha iniziato a sostenere che la sanità in questa parte si nord funziona solo perché sono bravi i medici. Vero, ma c’è un aspetto di responsabilità politica che non va cancellato o, peggio, demonizzato insieme alla condanna al carcere di chi lo ha rappresentato per quasi vent’anni.

I numeri della sanità

La stagione di buon governo di Roberto Formigoni ha garantito il contenimento del costo della sanità sul Pil regionale (il 5,4%) senza per questo sacrificare il servizio a danno dei cittadini. Tutt’altro: essa ha assicurato un numero adeguato di strutture ospedaliere per ogni milione di abitanti (13,8 contro 19,5), evitando quella frammentazione in piccoli p...

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Formigoni. Tutte le reazioni alla condanna

Dopo che la Cassazione ha confermato la condanna a Roberto Formigoni, sono tantissime le reazioni di amici, nemici e politici.

SILVIO BERLUSCONI, leader di Forza Italia

«Sono umanamente dispiaciuto».

GIANCARLO CESANA, medico, ex presidente del Fondazione Policlinico di Milano

«Formigoni è una persona di grande umanità, ha fatto grandi cose per la sua Regione. Tutta la Lombardia deve essergli grata. Sono molto dispiaciuto, ritengo Formigoni una persona estremamente perbene. Bisogna accettare le sentenze, Roberto accetterà questa situazione con grande dignità».

ALESSANDRO FERMI, presidente consiglio regionale della Lombardia

«Formigoni verrà ricordato nel futuro per l’ottimo lavoro svolto come governatore della Lombardia e non certamente per questa sentenza. Umanamente sono dispiaciuto nel pensare che una persona di 70 anni debba essere limitato nella propria libertà pur non essendo socialmente pericoloso».

MARIASTELLA GELMINI, Forza Italia

«Da lombarda ho visto i risultati di Formigoni, ho visto come ha governato la Lomb...

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Feltri: Formigoni in carcere senza prove

Pubblichiamo di seguito il commento firmato per Libero dal direttore Vittorio Feltri in merito alla sentenza della Corte di cassazione che ieri sera ha confermato la condanna di Roberto Formigoni per corruzione.

Si impegnano allo scopo di spedire in carcere Formigoni, condannandolo a una pena esagerata, 5 anni e 10 mesi, che per un uomo di 71 anni è un mezzo ergastolo. Sarebbe troppo quand’anche fosse colpevole, però non ho capito dove stiano le prove della corruzione. Non gli hanno trovato una lira, gli rimproverano qualche giro in barca. Gli hanno imputato l’acquisto di una villa in Sardegna a prezzi di favore, ma chiunque di noi che ha provato a vendere una casa sa che il valore di un immobile è aleatorio, e l’incasso preventivato dai periti è quasi sempre il doppio della realtà di mercato: e a certificarlo sono le aste proprio dei Tribunali. In cambio di un paio di vacanze ai Caraibi, il Formiga av...

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Formigoni. C’è un compito per tutti gli amici

Non chiedeteci di rispettare una sentenza che riteniamo ingiusta. Sebbene l’ex governatore della Lombardia Roberto Formigoni sia stato condannato con pena definitiva a 5 anni e 10 mesi, per noi non è un corrotto, per il semplice fatto che di questa corruzione non c’è evidenza.

Tante volte, e anche di recente, abbiamo sollevato dubbi su un processo che fa acqua da tutte le parti. Non ci sono tangenti, non ci sono passaggi di denaro, i conti di Formigoni sono stati esaminati a fondo e non è stato trovato un euro fuori posto. Nessun atto amministrativo è stato compiuto per portare a lui e solo a lui un beneficio. Esistono delibere approvate all’unanimità, persi...

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Cercate Giussani non tra i morti, ma tra i vivi

Un gruppo di universitari di Comunione e liberazione regala a don Giussani un motorino “Sì” Piaggio in occasione del suo ottantesimo compleanno

Il 22 febbraio 2005 moriva a Milano don Luigi Giussani, fondatore di Comunione e liberazione, un uomo «toccato, anzi ferito, dal desiderio della bellezza», come disse il cardinale Joseph Ratzinger all’omelia del suo funerale in Duomo il 24 febbraio (un giovedì piovoso, grigio canna di fucile, in una chiesa stracolma e un sagrato stracolmo di ciellini e semplici fedeli).

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