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Giappone. Sempre più anziani rubano «nella speranza di andare in carcere»

Toshio Takata, pensionato giapponese di 69 anni di Hiroshima, un giorno di sette anni fa prese la sua bicicletta, pedalò fino alla stazione di polizia e di fronte a un poliziotto inscenò la sua commedia: «Guardi come sono bravo a rubare». Poiché in Giappone i piccoli furti vengono sanzionati severamente, il suo piano funzionò alla perfezione: fu condannato a un anno di prigione. «Quando ho raggiunto l’età del ritiro dal lavoro avevo esaurito i miei risparmi», spiega alla Bbc. «La pensione non mi bastava per vivere e così ho pensato che avrei potuto vivere gratis in carcere». Dopo quel primo furto, compiuto all’età di 62 anni, una volta uscito di prigione Toshio andò in un parco e minacciò due donne con un coltello: «Non volevo far loro del male, ma speravo che chiamassero la polizia. E anche quella volta ha funzionato».

«NON HO ALTERNATIVE»

Toshio ha passato quattro degli ultimi otto anni in carcere e poiché la pensione viene versata anche a chi vive dietro le sbarre, è riuscito a risparmiare abbastanza per gli anni a venire. «Non è che mi piaccia vivere in prigione», continua. «Ma non ho alt...

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Premiato il cardinale Zen per «la difesa della libertà e la lotta al comunismo»

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun riceve la “medaglia per la libertà Truman-Reagan”

Il cardinale Joseph Zen Ze-kiun, vescovo emerito di Hong Kong, ha ricevuto lunedì negli Stati Uniti la “medaglia per la libertà Truman-Reagan”. Il premio viene assegnato ogni anno dalla Fondazione memoriale per le vittime del comunismo a individui o istituzioni che si distinguono per l’impegno in difesa della libertà e della democrazia, in opposizione al comunismo e altre forme di tirannia. Prima di lui l’hanno vinto san Giovanni Paolo II, il vescovo rumeno Laszlo Tokes, il sacerdote vietnamita Nguyen Van Ly e l’attivista cinese Chen Guangcheng.

FUGA DAL «PARADISO COMUNISTA»

Accettando il premio, il cardinale Zen, già soprannom...

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Francia. Giudici condannano Lambert a morire di fame e di sete. «È scandaloso»

Il tribunale amministrativo di Châlons-en-Champagne ha condannato Vincent Lambert a morire di fame e di sete. Il paziente tetraplegico 42enne, da dieci anni in stato di coscienza minima presso l’ospedale Chu Sébastopol di Reims, è da tempo al centro di una complessa battaglia giudiziaria tra i genitori (che chiedono che possa continuare a vivere) e la moglie (che ne pretende invece la morte di stenti).

GIUDICI CONTRADDICONO I MEDICI

Secondo i giudici continuare a curarlo, oltre che a fornirgli alimentazione e idratazione, costituisce «ostinazione irragionevole». La decisione è altamente controversa dal momento che il tribunale aveva fatto realizzare a fine 2018 una nuova perizia medica sullo stato di salute di Lambert, che non è attaccato ad alcuna macchina per vivere. La perizia ha concluso da una parte che «Lambert è in stato vegetativo cronico irreversibile e non può ac...

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In Finlandia l’istruzione è ottima perché «non ci sono le scuole private»? Balle

Siamo ormai in dirittura di arrivo per le iscrizioni al prossimo anno scolastico, dopo una affannosa fase di ricerca, per i genitori, della “scuola migliore” per i propri figli. Già, qual è la scuola migliore? Ovviamente, per rispondere a una simile domanda non si dovrebbe prescindere dalle caratteristiche e dalle aspettative della persona che deve frequentarla, però prima di tentare almeno una risposta di carattere generale, bisognerebbe chiedersi cosa vuol dire che una scuola è “buona” (migliore è solo il superlativo assoluto di buona…).

«NON ESISTONO SCUOLE PRIVATE»

Appurato che una scuola buona non coincide proprio con la “Buona Scuola” di renziana memoria, sono andato a cercare nei forum sul web per capire cosa ne pensano le famiglie, e mi sono imbattuto in un video che sta girando in rete su Facebook (la notizia poi circola da mesi). Si tratta di una sequenza di slide commentate – con oltre un milione e duecentomila visualizzazioni – che esalta il sistema scolastico finlandese, presentando le otto peculiarità che vorrebbero spiegarne il successo ottenuto ...

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Lo scandaloso processo di Asia Bibi. Ecco i sette motivi per cui è stata assolta

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Testimoni inattendibili, dichiarazioni contraddittorie, presunte confessioni estorte senza prove e versioni dei fatti cambiate più volte. La politica o la religione non c’entrano niente con l’assoluzione di Asia Bibi, la donna cattolica accusata di blasfemia per avere bevuto nel 2009 un bicchiere d’acqua infettando così la fonte dei musulmani. La madre di cinque figli da martedì è definitivamente libera, dopo che il ricorso islamista contro la sua assoluzione è stato respinto. Elenchiamo di seguito i sette motivi principali, sentenza alla mano, per cui i giudici della Corte Suprema hanno assolto Asia Bibi. A leggerli, viene da chiedersi come sia possibile che sia stata condannata a morte in primo e secondo grado e costretta a passare 3.420 giorni in prigione.

SOLO DUE SU TRENTA

Secondo l’accusa, Asia Bibi avrebbe pronunciato frasi blasfeme nei confronti del profeta Maometto «davanti a 25-30 donne». Eppure «solo due di loro, le sorelle Mafia Bibi e Asma Bibi, hanno testimoniato contro l’imputata. Tutte le altre no...

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Nel nome di quale pace sono caduti i soldati in Afghanistan?

«Ai morti non si manca di rispetto, soprattutto i “loro” morti, caduti per loro volere. Quindi vi richiedo: “Abbiamo davvero raggiunto la pace in Afghanistan?». Lo chiede alle istituzioni Anna Rita Lo Mastro, mamma di David Tobini, parà della Folgore morto in Afghanistan il 25 luglio 2011, lo chiede in una lettera pubblicata dal Giornale dopo aver sentito al tg che «nell’arco dell’anno saranno ritirati i militari italiani» e letto sui giornali che «L’Afghanistan vede la pace»: «La vorrei vedere questa pace, nel cui nome è morto mio figlio, insieme ad altri 53 soldati italiani».

LE BARE E I FUNERALI DIMENTICATI

Da anni Anna Rita scrive, scrive e scrive, di quel figlio, Medaglia argento al valor militare, caduto «esponendosi più volte incurante della sua incolumità, per coprire il fianco del dispositivo amico». Ha scritto all’allora premier Matteo Renzi, ha incontrato questa estate il ministro Matteo Salvini e dopo aver letto della bozza di accordo raggiunta tra gli Usa e i rappresentanti dei taleban si chiede ora: quale pace? Anna Rita ricorda le s...

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Nigeria. «Se non mi fossi unito a Boko Haram, mi avrebbero ucciso»

I terroristi islamici di Boko Haram hanno attaccato il villaggio di Mohamed, nel nord della Nigeria, quando era soltanto un ragazzino. Molte persone sono state uccise, lui e alcuni suoi amici hanno avuto la possibilità di scegliere: «Ci hanno puntato le pistole contro e ci hanno detto: “Decidete, o vi unite a noi per seguire le direttive di Allah oppure vi ammazziamo”. Cosa potevamo fare? Dovevamo scegliere tra vivere e morire. E li abbiamo seguiti».

«UNITEVI A NOI O VI UCCIDIAMO»

Mohamed parla con la Bbc dal campo di riabilitazione predisposto dal governo per gli ex combattenti di Boko Haram che, come lui, hanno deciso di arrendersi. Al momento ci sono 154 terroristi che seguono un perc...

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«I cristiani in Siria rischiano concretamente l’estinzione»

Dopo la Seconda guerra mondiale, il 25 per cento della popolazione siriana era costituito da cristiani. Prima dello scoppio del conflitto nel 2011, i cristiani erano calati al 6 percento, mentre ora «sono solo il 2 per cento. I cristiani rischiano concretamente l’estinzione in Siria». L’allarme è stato lanciato dal cardinale Mario Zenari, nunzio apostolico nel paese del Medio Oriente devastato dalla guerra, durante la sua visita in Ungheria, forse il paese che più si è speso per aiutare concretamente i fedeli perseguitati.

Le sue parole sono state rilanciate dall’ambasciata di Ungheria presso la Santa Sede e riprese da Fides. Secondo il nunzio, che ha parlato all’università cattolica di Budapest ringraziando il paese per il sostegno offerto al programma “Ospedali a...

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«Se la generazione diventa riproduzione, perde le sue caratteristiche umane»

Quando si parla del nascere degli esseri umani, mai dimenticare che riproduzione, procreazione e generazione non sono sinonimi, ma cose molto diverse fra loro. Oggi la generazione è appiattita sulla riproduzione perché si è perso il senso della relazione, dell’intersoggettività, della generatività, che è esperienza a cui è chiamata ogni persona: padri e madri, figli, nonni. Potrebbe essere questa una sintesi dei contenuti dell’incontro “Essere generativi in famiglia e nella società civile” promosso dall’associazione culturale Esserci e dall’associazione Nonni 2.0 presso il Centro culturale e artistico francescano Rosetum, che ha visto la partecipazione di Eugenia Scabini, una delle più grandi psicologhe italiane della famiglia, e di Lucia Boccacin, ordinario di Sociologia dei processi culturali presso l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano. Anche la Scabini è stata docente della Cattolica (ordinario di Psicologia sociale della famiglia e direttrice del Centro studi e ricerche sulla famig...

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Rai. Teresa De Santis, la donna immobile

Due mesi. È il tempo che è passato dalla nomina del direttore di Rai 1, Teresa De Santis. Per la cronaca, era il 28 novembre 2018 e la stampa titolava a caratteri cubitali: “La prima donna alla guida di Rai 1”. Un primato storico, di cui andava fiero soprattutto il presidente della Rai, Marcello Foa, che l’aveva personalmente proposta al ministro leghista Matteo Salvini per colorare di rosa la direzione della prima rete del servizio pubblico. Un colpaccio molto ben visto da alcuni salotti romani per la dichiarata trasversalità della signora (“Dal Manifesto alla Lega”). A sessanta giorni dall’insediamento, però, la De Santis raccoglie i primi mormorii di viale Mazzini, dove molti cominciano a chiedersi come abbia impegnato le ultime settimane, visto che, ad oggi, non ha preso decisioni di rilievo, né apportato novità degne di nota al suo canale.

Nulla si sa, ancora, sulla squadra dei suoi vicedirettori. A dispetto del suo “vicino di casa”, Carlo Freccero, che nello stesso ...

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