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Abusi. Anche la procura di Lione ricorre in appello contro la condanna di Barbarin

Philippe Barbarin ha incontrato stamattina papa Francesco in Vaticano per consegnargli la lettera di dimissioni da arcivescovo di Lione. Come sottolineato dal suo portavoce, monsignor Emmanuel Gobilliard, il cardinale aveva preso questa decisione prima della condanna in primo grado a sei mesi di carcere, con la condizionale, per non aver denunciato abusi sessuali. Questi sono stati commessi da padre Bernard Preynat nella diocesi di Lione 20 anni prima della nomina di Barbarin ad arcivescovo.

Secondo Barbarin, che si è sempre dichiarato innocente, «le vittime hanno sofferto troppo, la diocesi ha sofferto troppo, forse è tempo che ci sia un cambiamento». Il Papa aveva già respinto una precedente richiesta di dimissioni nel 2016. Ora dovrà decidere se accettare, rifiutare o sospendere momentaneamente il cardinale dalle sue funzioni in diocesi in attesa del processo di appello.

PERCHÉ BARBARIN ERA STATO SCAGIONATO

Gli avvocati di Barbarin sono già ricorsi in appello contro la sentenza del 7 marzo. Il processo è molto controverso e l’arcivescovo era già stato scagionato n...

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Il capro Celeste

Articolo tratto dal numero di Tempi di marzo 2019.

Ritenevo di non avere nulla da aggiungere ai numerosi giudizi critici della condanna di Roberto Formigoni in Cassazione (vedi qui), essendo tra l’altro intervenuto prima e pure dopo con una dichiarazione all’Adnkronos, che non ho mai dato, ma siccome non è male, neppure smentisco. Tuttavia, in un incontro tra amici vecchi e giovani, pieni di domande, mi si è chiarito un punto che può essere utile esporre non solo come giudizio, ma anche come appello e indirizzo di azione.

Quale è il contenuto fondamentale delle opinioni a favore di Formigoni? L’incertezza dell’accusa e la sproporzione della pena. Formigoni è stato accusato di aver ricevuto da Piero Daccò, il consulente della Fondazione Maugeri e del San Raff...

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Servirebbe un Formigoni a Reggio Calabria

Ieri sul Corriere della Sera è apparso un articolo di Federico Fubini intitolato “Il Sud e l’esodo sanitario”. Ne riproduciamo in pagina il grafico a corredo, già di per sé esplicativo delle parole di Fubini che, sulla scorta della notizia di cronaca dello scioglimento per infiltrazioni mafiose dell’Azienda sanitaria di Reggio Calabria, fornisce qualche numero interessante su cui ragionare.

TUTTI A MILANO

Scrive Fubini:

«Il più recente rapporto del ministero della Salute mostra che nel 2016 oltre mezzo milione di ricoveri per malati acuti in regime ordinario sono avvenuti fuori dalla regione di residenza. Un quarto dei calabresi e oltre un quinto dei siciliani si sono trasferiti altrove per trovare un letto in un ospedale di cui potessero fidarsi. In Lombardia, di gran lunga dominante nell’ind...

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Salario minimo? «Provvedimento dal sapore elettorale»

Sarà che il megaprogetto sul reddito di cittadinanza ha sollevato molti dubbi e già fatto nascere i primi interrogativi sulla sua reale consistenza o sarà perché il M5s è alla disperata ricerca di spunti che gli permettano di recuperare il consenso perduto nei confronti dell’alleato/competitor leghista, sta di fatto che Luigi di Maio ha lanciato una nuova idea assistenzialista.

Il ministro del Lavoro ha convocato i sindacati per lanciare un tavolo di lavoro sul salario minimo. Un “minimo” che dovrebbe attestarsi sui 9 euro, ma che, se fosse introdotto, comporterebbe un aumento di stipendio annuo di più di mille euro per circa tre milioni di lavoratori, ma anche un aggravio di costo per le imprese di circa 2,3 miliardi.

Altre priorità

Carlo Costalli, presidente di Mcl ha così voluto precisare cosa comporterebbe l’introduzione del salario minimo: «Sebbene l’intenzione di contrastare il lavoro “povero” e mal retribuito attraverso l’introduzione di un salario minimo sia apprezzabile, mi pare tuttavia che il Paese abbia necessità di ben altre ricette per superare lo sfruttamento, la disoccupazione, il lavoro nero. Servirebbero, anziché p...

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Abusi. Il cardinale Pell condannato a sei anni di carcere in diretta tv

Il cardinale George Pell è stato condannato oggi in Australia a sei anni di carcere per abusi sessuali su due ragazzini di 13 anni. La sentenza emessa dal giudice Peter Kidd è stata trasmessa in diretta televisiva nazionale. Il magistrato ha sottolineato di «essere cosciente che a causa di questo verdetto c’è la possibilità che lei non viva abbastanza per essere rilasciato dalla prigione». L’avvocato dell’ex tesoriere vaticano ha già annunciato che ricorrerà in appello: la richiesta sarà esaminata a partire dal 5 giugno.

«SENTENZA ABBASTANZA LEGGERA»

Per ciascuno dei cinque capi di accusa per i quali era imputato, il cardinale Pell rischiava fino a dieci anni di carcere. Di conseguenza l’avvocato Lisa Flynn, che lavora per il padre di una delle due vittime, morta di overdose nel 2014, ha parlato

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Si è conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione di padre Jacques Hamel

Il 9 marzo si è conclusa la fase diocesana della causa di beatificazione di padre Jacques Hamel. Il sacerdote di 85 anni è stato barbaramente ucciso il 26 luglio 2016 mentre stava celebrando Messa nella chiesa di Saint-Etienne-du-Rouvray, in Normandia, da due estremisti islamici, che l’hanno sgozzato sull’altare. Lo ha annunciato l’arcivescovo di Rouen, monsignor Dominique Lebrun.

PAPA: «PADRE HAMEL È UN MARTIRE»

Papa Francesco aveva concesso la dispensa per aprire, pochi mesi dopo la sua morte, il processo di beatificazione. «Padre Hamel è un martire e i martiri sono beati. Dobbiamo pregarlo perché ci aiuti dal Cielo», aveva detto durante l’omelia della Messa celebrata in suffragio a Casa santa Marta. «Nella croce di Gesù Crist...

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L’Europa si può fare, e fare meglio

“Abbiamo deciso di metterci la faccia, a differenza di tanti cattolici che non fanno nulla e poi si lamentano a cose ormai successe”. Carlo Costalli, presidente di Mcl, ha introdotto così ieri sera il primo degli incontri a Milano di presentazione del manifesto “Sì all’Europa, per farla” (il prossimo sarà a Bruxelles, poi in tutta Italia), che lui stesso, assieme Giancarlo Cesana dell’associazione Esserci, hanno scritto e proposto al pubblico dibattito. Chiamati a confrontarsi con loro il presidente di Energie per l’Italia Stefano Parisi, l’eurodeputato di Forza Italia Massimiliano Salini e il presidente del parlamento europeo Antonio Tajani.

Una riflessione seria sull’Europa

Sala gremita, pubblico attento. Costalli ha detto che “oggi in Europa c’è una situazione di latitanza politica che ha generato fenomeni come la Brexit, i populismi e le barriere. Serve quindi una riflessione seria sull’...

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Se l’ira di Melloni si sostituisce all’ira di Dio

Alberto Melloni, storico del cristianesimo di rito dossettiano bolognese, è tornato a parlare ieri su Repubblica degli scandali a sfondo sessuale che scuotono la Chiesa di Francesco. Per la seconda volta, Melloni, dopo il caso Pell, ha dunque detto la sua a riguardo della condanna dell’arcivescovo di Lione Philippe Barbarin. Di fatto, scrivendo due volte lo stesso articolo.

Innocente (tra parentesi)

Nel primo, pubblicato il 27 febbraio (“

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Dopo Pell, Barbarin. Anche la Francia ha il suo capro espiatorio

Il cardinale Philippe Barbarin è stato condannato ieri in Francia a sei mesi di carcere con la condizionale per non avere denunciato degli abusi sessuali commessi da padre Bernard Preynat nella sua diocesi, quella di Lione, oltre 20 anni prima della sua nomina ad arcivescovo. Barbarin, che non ha mai smesso di dichiararsi innocente, ha dichiarato: «Prendo atto della decisione del tribunale. Indipendentemente dalla mia sorte personale, ci tengo a ribadire tutta la mia compassione per le vittime. Farò visita al Santo Padre per consegnargli le mie dimissioni». La difesa ha già annunciato che ricorrerà in appello, anche perché un primo procedimento a carico dell’arcivescovo per gli stessi fatti era stato archiviato nel 2016 non essendo stata «riscontrata alcuna infrazione penale».

GLI ABUSI DI PADRE PREYNAT

Padre Preynat è stato accusato formalmente il 27 gennaio 2016 per «aggressioni sessuali su minori inferiori ai 15 anni da parte di persona con autorità». Gli abusi sono stati compiuti dal sacerdote tra il 1986 e il 1991 su molti giovani scout, che oggi hann...

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Perché la bocciofila deve essere trasparente e la Casaleggio associati no?

Inflessibili con la casta dei politici ma molto flessibili con gli amici. Sono i grillini, presunti moralizzatori dei mali italiani, che sul “vaffa” ai corrotti, ai doppi incarichi, alle note spese parlamentari hanno costruito la loro fortuna. Tutto in nome della trasparenza, ovviamente. Ma solo quella degli altri.

Montagne di scartoffie

Qui si vuole mettere in evidenza ciò che già Paolo Alli ha notato a proposito di una novità introdotta con la cosiddetta legge “spazzacorrotti” (3/2019) in un articolo in cui, nella sostanza, equipara qualsiasi associazione alle fondazioni e alle associazioni di matrice politica. Basta che nei suoi organi direttivi vi sian...

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