abbondio

Una nuova Tangentopoli o l’antico vizio di don Abbondio?

Quel leone di Luigi Amicone, intervenendo l’altro giorno in consiglio comunale a Milano, ha dovuto ribadire l’ovvio e cioè «che si è innocenti fino a prova contraria», così come dice la Costituzione all’articolo 27, e che le prove di colpevolezza vanno verificate in tribunale, non sui giornali. Ci vuole un coraggio leonino, di questi tempi, a dire cose così e purtroppo è un coraggio che uno, se non ce l’ha, mica se lo può dare.

O noi o Tangentopoli

E infatti non ce l’ha quasi nessuno, piegati come si è tutti alla narrazione travagliesca del “carta canta” (e pazienza se è sempre e solo la carta dell’accusa e delle intercettazioni sapientemente ricicciate sui giornali). I due consiglieri di Milano (Fi), il sindaco Sala (Pd), ...

Categoria: 
Fonte: 

Ai tanti cattolici don Abbondio farei rileggere la risposta del cardinale Federigo

Caro direttore, nella precedente lettera, riferendomi alla situazione di molti cattolici, ti avevo scritto che essi mi sembravano tanti don Abbondio, di manzoniana memoria. L’espressione è piaciuta a tanti lettori di Tempi.

Qualcuno, invece, mi ha scritto sulla mia pagina Facebook, mostrando qualche perplessità. Chiarito che non intendevo offendere nessuno, ma, semmai, fare una constatazione, ho deciso di rileggere i capitoli 25 e 26 dei Promessi sposi, che riportano il fantastico dialogo tra il grande cardinale Federigo ed il povero parroco.

Di solito, di quel dialogo si riporta solo quanto detto da don Abbondio (forse per scagionarlo, visto che in ognuno di noi c’è un po’ di don Abbondio) al cardinale: «Il coraggio, uno non se lo può dare». Chi cita questa frase, cerca di chiudere con essa il problema. E, forse, così sperava il debole prete.

A questo punto, mi è venuta la curiosità di andare avanti con la lettura ed h...

Categoria: 
Fonte: