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La disonestà dei media inglesi su Brexit Party

Redatto da Oltre la Linea.

Da poco tenutesi le elezoni Europee, il Brexit Party di Farage ha stravinto le elezioni nella “perfida Albione”. Eppure ancora oggi i media inglesi fanno fatica ad ammetterlo. Qui di seguito vogliamo proporvi un articolo di Farage stesso.

My party has just won a national election, yet pollsters are still omitting it from their surveys

Il mio partito ha ap...

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Europee nel Regno Unito: il Brexit Party trionfa

Redatto da Oltre la Linea.

Le elezioni europee si sono concluse anche nel Regno Unito, col conteggio dei voti dell’Irlanda del Nord e della Scozia: si nota che un bebè, come il Brexit Party nato il 23 novembre e registrato solo 3 mesi fa, si erge come un gigante muscoloso; i conservatori, invece, sembrano già colpiti dal rigor mortis.

Il primo ha conquistato più seggi di tutti, 29 sui 73 totali, mentre i laburisti 10; i conservatori della ormai dimessa e sconfitta Theresa May sono con difficoltà riusciti a raccogliere le briciole con 4 soli seggi. ...

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UK, Brexit Party di Farage primo partito con il 31.6%

Redatto da Oltre la Linea.

Il debutto del Brexit Party in Inghilterra scompiglia le carte della politica britannica.

Secondo le ultime proiezioni, il partito di Nigel Farage raccoglie il 31.6% dei voti alle elezioni europee, distaccando il secondo partito, ovvero i Labour, di oltre dieci punti, e ottenendo 24 seggi. Il partito laburista è attualmente dato al 19.1%, mentre i conservatori della premier dimissionaria Theresa May crollano al 12.4%.

Nel caso di un ormai certo trionfo alle Europee, il Brexit Party è pronto a dare battaglia anche in patria, con l’ex sindaco di Londra, Boris Johnson, che apre all’ipotesi no deal: “Fuori dall’Ue il 31 ottobre, con o senz’accordo”.

(la redazione)

L'articolo

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Brexit Party, la scure puntuale dei giudici

Redatto da Oltre la Linea.

La puntualità delle inchieste giudiziarie coinvolge anche il Brexit Party di Nigel Farage, sospettato di finanziamenti illeciti. Qualcuno ha il coraggio di chiamarla “separazione dei poteri”, come in effetti dovrebbe essere in teoria, ma è curioso come, in Italia come altrove, la magistratura si muova più favorevolmente in certe direzioni piuttosto che in altre. E spesso in occasioni importanti.

Come è curioso che i “cattivi” siano sempre da un lato solo (salvo eccezioni contestuali che non risparmiano nemmeno le altre formazioni politiche, sia chiaro).

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Waving the flag for the Single Market after Brexit

Mark Seychell, MBB Senior Advisor for Internal Market and Legal Affairs

This Opinion Piece featured on The Sunday Times of Malta, on 19th May 2019.

There is little doubt that when we talk about the EU, one of the first things that springs to mind is the Single Market. It is probably fair to say that the creation and functioning of the Single Market is one of the, if not the, greatest achievement of the European Union. The implementation of complete freedom of movement of goods, capital, services and labour across such a vast and diverse market is unique and unparalleled. It should be celebrated for bringing out a completely new way that citizens go about their daily lives and revolutionising the way companies conduct business.

The Single Market provides the foundations on which the EU’s economic competitiveness can and must be built. Businesses require a strong Single Market in terms of internal homogeneity of rules and external strength in relation to global competition, opportunities and challenges.

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Il punto, in breve, sulla telenovela Brexit e i suoi prossimi scenari

Il primo ministro britannico Theresa May durante il discorso alla nazione di ieri da Downing Street (Jack Taylor/Getty Images)

di Sharon Whitehouse e Nicola Dolci (Studio legale Withers)

Nonostante i lunghi mesi di negoziati, riunioni e proposte avanzate dal Regno Unito in merito alla sua imminente fuoriuscita dall’Unione Europea, all’indomani della nuova bocciatura da parte del parlamento britannico di tutte quattro le opzioni di piano B già presentate mercoledì scorso (unione doganale, modello norvegese, referendum di conferma del withdrawal agreement e revoca dell’articolo 50), continua a perdurare un clima di incertezza circa il tenore dei futuri rapporti tra l’isola e il continente.

Gli eventi si stanno susseguendo con estrema rapidità e le istituzioni politiche d’oltrem...

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Una Brexit no deal lascerebbe il segno anche sul lusso britannico

(burberry.com)

Il 29 marzo è sempre più vicino e, malgrado i tentativi della Premier Theresa May di trovare la soluzione per un divorzio dall’Unione Europea meno traumatico e l’emendamento votato dal Parlamento che esclude un’uscita senza accordo, l’economia britannica sta già facendo i conti con i possibili scenari che dovrà affrontare qualora il Regno Unito mettesse in atto una Brexit no deal.

Brexit no deal: conseguenze nel settore del lusso

L’ipotesi di una Brexit senza accordo semina incertezza su tutti i mercati compreso il mercato del lusso che potrebbe perdere circa il 20% del valore attuale delle esportazioni, pari a circa 7 miliardi di sterline. A rivelarlo è la ricerca commissionata da Walpole, l’organismo ufficiale dell’industria del lusso brita...

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