circolare

L’esempio dei missionari cristiani e la virtuosa «mobilità circolare»

Articolo tratto dal numero di Tempi di febbraio 2019.

 Uomo in mare si salva sempre, punto. Su questo non può esserci discussione a meno che non si voglia abdicare da un senso minimo di umanità. A chi sta affogando, chiunque sia e per qualunque motivo si trovi in pericolo, va offerto un aiuto, un salvagente. Detto questo, occorrerà aggiungere qualche parola per inquadrare meglio il fenomeno migratorio che tante polemiche suscita in Italia e fornire qualche numero e qualche chiave interpretativa, se non esaustiva, almeno all’insegna della ragionevolezza. 

Pensare che sia sufficiente chiudere i porti per contrastare l’immigrazione è come credere che basti mettere un cerotto per guarire un tumore. Al tempo stesso, non prendere nessun provvedimento è suicida. Non esiste patria senza confini e la cura delle propria identità così come la richiesta, per chi arriva nel nostro paese, di rispettare le nostre leggi e tradizioni è il primo segno di un’integrazione che si voglia veramente tale. Buttarla in caciara, dare del “fascista” a Matteo Salvini, non co...

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