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L’opzione Domopac del democristiano Conte

Poiché la Democrazia cristiana in Italia non muore mai, uno come Giuseppe Conte non poteva farsi sfuggire l’occasione di dimostrarsi fratello “anche” degli ultimi epigoni della Balena bianca. Sceso ad Avellino in terra demitiana, il premier ha svolto una lectio magistralis sul contributo dei cattolici nei lavori dell’Assemblea costituente. Ad ascoltarlo in platea, raccontava ieri sul Corriere Francesco Verderami, «il vecchio sinedrio [Dc] seduto in prima fila: De Mita, Bianco, Mancino, Zecchino, Gargani, Mastella».

Applausi, selfie, strette di mano

Il presidente del Consiglio ha fatto la sua “porca figura”: applausi, strette di mano, selfie e tanta approvazione da un mondo che vede nel suo granitico moderatismo, sfuggevole a ogni definizione assoluta, una garanzia di malleabilità. Insomma, magari non ha grandi idee, ma proprio il fatto di non averle è un’assicurazione sulla limitazione dei danni. Qui sta il mistero e la forza di Conte, personaggio che più trasparente non...

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