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Alla scoperta della Repubblica Dominicana, tra cultura e un’economia in crescita

Articolo di Antonio Leggieri tratto da Forbes di dicembre 2019. Abbonati

Mentre cammini per la Calle Las Damas, così chiamata perché María de Toledo e le sue dame di corte usavano passeggiarvi la sera, ti rendi conto che sei sulla prima strada lastricata del Nuovo Mondo. Volti lo sguardo e ti trovi di fronte alla facciata di Nostra Signora dell’Incarnazione, la prima diocesi d’America. La cattedrale, una delle tante istituzioni pionieristiche di Santo Domingo, fu consacrata nel 1541, cinquant’anni dopo lo sbarco di Cristoforo Colombo; per la futura Repubblica Dominicana, l’esploratore scelse un nome di battesimo simbolico: chiamò quella terra vergine La Isabela, in onore della sovrana Isabella di Castiglia, finanziatrice del suo viaggio di scoperta. A vederla oggi, la basilica mariana fa tenerezza, con le sue volte a crociera che all’epoca – se paragonate alle architetture gotiche strabilianti del Vecchio Continente – erano una scelta ardita, quasi spregiudicata per un mondo appena sco...

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