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È triste e paradossale vedere il Pd ridotto a utile idiota dei manettari

Caro amico e direttore Emanuele Boffi, ho letto con ammirazione il tuo rendiconto sulla lodevole iniziativa intrapresa dall’Unione delle camere legali per spiegare la stupidità criminogena di una riforma (riforma?!) della giustizia che abolirebbe la prescrizione, con tutti i gli effetti esiziali sulla durata dei processi e, di conseguenza, sul potere infinito che in questo modo si attribuirebbe a un ordine giudiziario come quello che vige in Italia, Paese dove già la metà delle persone attualmente in carcere non ha ancora avuto un processo e una sentenza di primo grado.

Ecco, con l’abolizione della prescrizione, andremmo alla creazione di uno Stato concentrazionario perfetto, di ispirazione nazi-comunista, dove qualunque cittadino potrebbe rimanere indagato, imputato o recluso, “in attesa di giudizio”, ad libitum, a piacere, a vita. Cioè, secondo modi e tempi stabiliti non più dalle leggi, ma da una teoria di giustizia ed equità che di fatto si risolve nella barbarie dell’essere oggetti – siccome oggi in Italia lo siamo solo al 90% – dei soggetti giudiziari forti, ...

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Perché i cattolici democratici non capiscono Ruini

Si è fatto un gran polemizzare sull’intervista rilasciata domenica scorsa al Corriere della Sera  da parte del cardinale Camillo Ruini. Le reazioni più violente sono arrivate da parte cattolica, comprensiva di laici ed illustri prelati, rimproverando all’ex presidente della Cei di aver addirittura contribuito negli scorsi anni a svuotare le chiese a causa del suo presunto collateralismo al berlusconismo. Si è detto che ha legittimato Salvini, quando semplicemente ha ...

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Perché la Chiesa dialoga con tutti tranne che con Salvini?

Sul Corriere della Sera dello scorso 3 novembre l’ex presidente della Conferenza episcopale italiana Camillo Ruini ha effettuato un sostanziale endorsement nei confronti di Salvini, seppur con spirito critico, dando luce al dibattito che esiste tra i vescovi e all’interno del mondo cattolico sulla opportunità e sulla legittimità del sostenere o meno la Lega in genere e Salvini in particolare.

La discussione è così accesa che, appena il giorno dopo, il 4 novembre, sempre sul Corriere della Sera, il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero ha rilasciato un’altra intervista che in un certo senso ...

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Manovra. È arrivata la lettera dall’Ue e c’è poco da stare allegri

Ci sarà anche un nuovo idilliaco rapporto tra Italia e Unione Europea, ma intanto stamattina è arrivata puntuale la lettera della Commissione europea che chiede chiarimenti sulla manovra. Il Corriere, che l’anno scorso aveva fatto fuoco e fiamme per sottolineare che il governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio stava portando il nostro paese fuori dall’Europa, si è affrettato a sottolineare che si tratta della «solita lettera che dà inizio al confronto tecnico con la Commissione europea». E questo nonostante «i numeri del governo M5S-Pd non sono molto diversi da quelli del precedente esecutivo M5S-Lega». Questa volta, però, niente allarme né scandalo internazionale. Solo...

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Taglio parlamentari, l’eroico Lupi: «È demagogia»

Il taglio dei parlamentari l’hanno votato tutti, o quasi. Solo una pattuglia di deputati ha avuto l’eroico ardire di opporsi. Tra questi, quelli di +Europa e di Noi con l’Italia. Perché lo hanno fatto, come motivano una così impopolare presa di posizione? Qui di seguito riportiamo il video dell’intervento del leader di Nci Maurizio Lupi il quale oggi, intervistato dal Corriere, dice: «Sì, abbiamo votato con i radicali mentre tutti gli altri si sono accodati al M5s, dagli amici del Pd al centrodestra. Orfini ha detto che questa riforma “fa schifo” ma poi ha votato lo stesso. E così hanno motivato il 60 per cento di quelli che hanno detto sì».

Lupi è a favore di un taglio del numero dei rappresentati, ma, chiede, «cosa succede se il gov...

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Più società, meno Stato. O finiremo come l’America Latina

Articolo tratto dal numero di Tempi di settembre

Nel momento in cui scrivo, 28 agosto, piove, il clima è afoso e le trattative del governo tra M5s e Pd sono ancora in corso. Le ultime notizie dicono che questa sera dovrebbe uscire il nome di Conte come presidente del Consiglio. L’ostacolo più grande all’intesa sembra essere la pretesa di Luigi Di Maio, che vorrebbe un ministero di peso e la qualifica di vice-premier, fortemente osteggiata dal Pd. Matteo Salvini, secondo le immagini dei licenziati offerte dal cinema americano, sta facendo gli scatoloni, è in declino di popolarità nei sondaggi e dice poco; dice fondamentalmente che è stato tradito. Questo numero di Tempi uscirà quando gli eventi della politica potranno essere in continuità o decisamente diversi da quel che si vede oggi. Saranno scorsi fiumi di commenti a riguardo dell’anomala alleanza tra partiti che si sono fortemente osteggiati, dell’attaccamento alle poltrone dei parlamentari che pur di non andare a casa sono disposti a qualsiasi trasformismo; delle trame che minano la durata del governo. Comunque vadano le cose, secondo me, il problema italiano, civile oltre che politico, rimarrà ancora irrisolto e certo per non breve tempo...

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Taglio parlamentari. Più ideologico che utile

«Salvo sorprese, meno di 48 ore separano i 5 Stelle da una delle loro ultime, ma non meno rilevanti, battaglie anticasta», scrive oggi Il Fatto quotidiano con una certa euforia. Il virgolettato è importante perché rivela ciò che tutti sanno e cioè che l’intenzione di diminuire i parlamentari è per i grillini più una questione ideologica che di miglioramento delle procedure democratiche.

Tutti d’accordo

La riforma prevede infatti che si passi da 630 deputati e 315 senatori a, rispettivamente, 400 e 200 (600 parlamentari in tutto rispetto ai 945 attuali). Partito a febbraio, il testo della riforma è già stato votato due volte in Senato e una alla Camera: manca, appunto, l’ultimo voto e, a meno di sorprese, dovrebbe essere positivo. Anche perché sia i partiti di centrodestra – in maniera più tenue Fi – daranno il loro assenso, sia il Pd che si rimangerà la parola, avendo finora votato “no”, in nome della nuova alleanza di govern...

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Renzi e il governo, battibecchi continui: “Noi siamo contro tasse alte”

Redatto da Oltre la Linea.

Matteo Renzi e il suo “Italia Viva” sembrano, almeno ad oggi, una spina nel fianco quotidiana al governo Conte Bis. L’ex-segretario del Pd ha di nuovo espresso le sue perplessità in merito alla politica fiscale del nuovo esecutivo, e il botta e risposta col premier comincia a diventare abitudinario.

Renzi: “Noi non siamo contro il governo”

Nessuna ostilità all’esecutivo, almeno ne...

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