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In Emilia-Romagna non è tutto rosso quel che luccica

Articolo tratto dal numero di gennaio 2020 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.

Gli emiliani sono gente concreta e Alfredo Cazzola, da buon emiliano, prima di mettersi a “concettualizzare”, quello che pensa prova a esprimerlo con un episodio, un’immagine, un numero. «Nel 2009 da candidato civico a sindaco di Bologna, sostenuto dal centrodestra, con una campagna elettorale autofinanziata partita da zero a febbraio, arrivai a giugno strappando il ballottaggio alla sinistra: presi 73 mila voti, molti di più di quelli che servono per diventare sindaco oggi». 

Questo per dire che lui – l’imprenditore che ha fatto grande il Motor Show, oltre alla Virtus Pallacanestro e al Bologna Calcio, e che oggi con la sua holding Finalca inves...

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Com’è che sono finito anch’io nella cartelletta mentale con su scritto “sovranista”

Articolo tratto dal numero di gennaio 2020 di Tempi. Questo contenuto è riservato agli abbonati: grazie al tuo abbonamento puoi scegliere se sfogliare la versione digitale del mensile o accedere online ai singoli contenuti del numero.

Stavo giusto finendo di spegnere la sigaretta che mi fa: «Vabbè, comunque io ti ho capito a te».«Beato te che hai capito, spiegami che invece io di me ho le idee un po’ confuse».«Tu sei un so-vra-ni-sta».Silenzio.«Scusa?».«Sì, sì, sei un so-vra-ni-sta».

Mi sarebbe piaciuto continuare a parlarci, con il coglione trentenne, qui, fuori dal bar delle grandi speranze. Pensavo, quando l’ho iniziato, che il discorso sarebbe potuto continuare per ore. Invece lo stangone con il cappello di lana alla Manu Chao, ha deciso di chiuderlo.

Dopo il millesimo di secondo in cui mi è dispiaciuto che avesse deciso così, ...

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«Istruzione, no estinzione», diceva Fioramonti. Poi si è autoestinto da solo

Pubblichiamo il comunicato stampa di Disal – Dimettersi a Natale. Quasi un ossimoro o l’improbabile titolo di una fiction televisiva ambientata in un mondo irreale… Se non fosse, invece, un evento di una politica che appare – questo sì – oggi, molto surreale.

Occorre, comunque, riconoscere che le dimissioni del Ministro dell’Istruzione per la mancata assegnazione nella manovra finanziaria dei fondi richiesti per la scuola e la ricerca, qualsiasi possano essere le altre ragioni non pubblicamente espresse, testimoniano una coerenza e una sensibilità oggi rara nel mondo politico, di cui va dato atto.

Qualche considerazione appare, tuttavia, necessaria per provare ad analizzare i fatti e tentarne una lettura.

  “La scuola in questo Paese – aveva recentemente ricordato proprio Fioramonti – avrebbe bisogno di 24 miliardi: i 3 miliardi che io ho individuato non sono la sufficienza...

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C’è del bene in Regione

La Fondazione Enrico Zanotti di Ferrara, in occasione dell’imminente voto in Emilia-Romagna, ha organizzato due incontri con i principali candidati. Sabato 21 dicembre alle ore 15.00 presso il Campus universitario (via Borsari 4C, Ferrara) vi sarà il primo con il candidato del centrosinistra Stefano Bonaccini. Seguirà, a data da destinarsi, l’incontro con il candidato del centrodestra Lucia Bergonzoni. 

Bonaccini e Bergonzoni saranno chiamati a confrontarsi a partire dal testo pubblicato dall’associazione Esserci in occasione delle elezioni in Emilia-Romagna che qui di seguito riproponiamo.

Improvvisamente si sono accesi i riflettori e la s...

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È triste e paradossale vedere il Pd ridotto a utile idiota dei manettari

Caro amico e direttore Emanuele Boffi, ho letto con ammirazione il tuo rendiconto sulla lodevole iniziativa intrapresa dall’Unione delle camere legali per spiegare la stupidità criminogena di una riforma (riforma?!) della giustizia che abolirebbe la prescrizione, con tutti i gli effetti esiziali sulla durata dei processi e, di conseguenza, sul potere infinito che in questo modo si attribuirebbe a un ordine giudiziario come quello che vige in Italia, Paese dove già la metà delle persone attualmente in carcere non ha ancora avuto un processo e una sentenza di primo grado.

Ecco, con l’abolizione della prescrizione, andremmo alla creazione di uno Stato concentrazionario perfetto, di ispirazione nazi-comunista, dove qualunque cittadino potrebbe rimanere indagato, imputato o recluso, “in attesa di giudizio”, ad libitum, a piacere, a vita. Cioè, secondo modi e tempi stabiliti non più dalle leggi, ma da una teoria di giustizia ed equità che di fatto si risolve nella barbarie dell’essere oggetti – siccome oggi in Italia lo siamo solo al 90% – dei soggetti giudiziari forti, ...

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Perché i cattolici democratici non capiscono Ruini

Si è fatto un gran polemizzare sull’intervista rilasciata domenica scorsa al Corriere della Sera  da parte del cardinale Camillo Ruini. Le reazioni più violente sono arrivate da parte cattolica, comprensiva di laici ed illustri prelati, rimproverando all’ex presidente della Cei di aver addirittura contribuito negli scorsi anni a svuotare le chiese a causa del suo presunto collateralismo al berlusconismo. Si è detto che ha legittimato Salvini, quando semplicemente ha ...

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Perché la Chiesa dialoga con tutti tranne che con Salvini?

Sul Corriere della Sera dello scorso 3 novembre l’ex presidente della Conferenza episcopale italiana Camillo Ruini ha effettuato un sostanziale endorsement nei confronti di Salvini, seppur con spirito critico, dando luce al dibattito che esiste tra i vescovi e all’interno del mondo cattolico sulla opportunità e sulla legittimità del sostenere o meno la Lega in genere e Salvini in particolare.

La discussione è così accesa che, appena il giorno dopo, il 4 novembre, sempre sul Corriere della Sera, il vescovo di Mazara del Vallo Domenico Mogavero ha rilasciato un’altra intervista che in un certo senso ...

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Manovra. È arrivata la lettera dall’Ue e c’è poco da stare allegri

Ci sarà anche un nuovo idilliaco rapporto tra Italia e Unione Europea, ma intanto stamattina è arrivata puntuale la lettera della Commissione europea che chiede chiarimenti sulla manovra. Il Corriere, che l’anno scorso aveva fatto fuoco e fiamme per sottolineare che il governo di Matteo Salvini e Luigi Di Maio stava portando il nostro paese fuori dall’Europa, si è affrettato a sottolineare che si tratta della «solita lettera che dà inizio al confronto tecnico con la Commissione europea». E questo nonostante «i numeri del governo M5S-Pd non sono molto diversi da quelli del precedente esecutivo M5S-Lega». Questa volta, però, niente allarme né scandalo internazionale. Solo...

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