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Taglio parlamentari, l’eroico Lupi: «È demagogia»

Il taglio dei parlamentari l’hanno votato tutti, o quasi. Solo una pattuglia di deputati ha avuto l’eroico ardire di opporsi. Tra questi, quelli di +Europa e di Noi con l’Italia. Perché lo hanno fatto, come motivano una così impopolare presa di posizione? Qui di seguito riportiamo il video dell’intervento del leader di Nci Maurizio Lupi il quale oggi, intervistato dal Corriere, dice: «Sì, abbiamo votato con i radicali mentre tutti gli altri si sono accodati al M5s, dagli amici del Pd al centrodestra. Orfini ha detto che questa riforma “fa schifo” ma poi ha votato lo stesso. E così hanno motivato il 60 per cento di quelli che hanno detto sì».

Lupi è a favore di un taglio del numero dei rappresentati, ma, chiede, «cosa succede se il gov...

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Più società, meno Stato. O finiremo come l’America Latina

Articolo tratto dal numero di Tempi di settembre

Nel momento in cui scrivo, 28 agosto, piove, il clima è afoso e le trattative del governo tra M5s e Pd sono ancora in corso. Le ultime notizie dicono che questa sera dovrebbe uscire il nome di Conte come presidente del Consiglio. L’ostacolo più grande all’intesa sembra essere la pretesa di Luigi Di Maio, che vorrebbe un ministero di peso e la qualifica di vice-premier, fortemente osteggiata dal Pd. Matteo Salvini, secondo le immagini dei licenziati offerte dal cinema americano, sta facendo gli scatoloni, è in declino di popolarità nei sondaggi e dice poco; dice fondamentalmente che è stato tradito. Questo numero di Tempi uscirà quando gli eventi della politica potranno essere in continuità o decisamente diversi da quel che si vede oggi. Saranno scorsi fiumi di commenti a riguardo dell’anomala alleanza tra partiti che si sono fortemente osteggiati, dell’attaccamento alle poltrone dei parlamentari che pur di non andare a casa sono disposti a qualsiasi trasformismo; delle trame che minano la durata del governo. Comunque vadano le cose, secondo me, il problema italiano, civile oltre che politico, rimarrà ancora irrisolto e certo per non breve tempo...

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Taglio parlamentari. Più ideologico che utile

«Salvo sorprese, meno di 48 ore separano i 5 Stelle da una delle loro ultime, ma non meno rilevanti, battaglie anticasta», scrive oggi Il Fatto quotidiano con una certa euforia. Il virgolettato è importante perché rivela ciò che tutti sanno e cioè che l’intenzione di diminuire i parlamentari è per i grillini più una questione ideologica che di miglioramento delle procedure democratiche.

Tutti d’accordo

La riforma prevede infatti che si passi da 630 deputati e 315 senatori a, rispettivamente, 400 e 200 (600 parlamentari in tutto rispetto ai 945 attuali). Partito a febbraio, il testo della riforma è già stato votato due volte in Senato e una alla Camera: manca, appunto, l’ultimo voto e, a meno di sorprese, dovrebbe essere positivo. Anche perché sia i partiti di centrodestra – in maniera più tenue Fi – daranno il loro assenso, sia il Pd che si rimangerà la parola, avendo finora votato “no”, in nome della nuova alleanza di govern...

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Renzi e il governo, battibecchi continui: “Noi siamo contro tasse alte”

Redatto da Oltre la Linea.

Matteo Renzi e il suo “Italia Viva” sembrano, almeno ad oggi, una spina nel fianco quotidiana al governo Conte Bis. L’ex-segretario del Pd ha di nuovo espresso le sue perplessità in merito alla politica fiscale del nuovo esecutivo, e il botta e risposta col premier comincia a diventare abitudinario.

Renzi: “Noi non siamo contro il governo”

Nessuna ostilità all’esecutivo, almeno ne...

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Evasione: governo contro pesci piccoli. E grandi aziende evadono impunite

Redatto da Oltre la Linea.

Tra i primi obiettivi dichiarati dal governo Conte bis sembra esserci la lotta senza quartiere all’evasione.
Si fa tanto parlare in questi giorni di lotta al contante, con varie iniziative messe in atto dall’esecutivo per incentivare all’uso dei pagamenti elettronici. Il fine è ovviamente quello di garantire una tracciabilità dei pagamenti e abbassare in questo modo la quota di evasione fiscale.

Evasione fiscale: i numeri

L’Italia tra i Paesi in Europa col più alto tasso di evasione fiscale. La somma evasa è molto considerevole, parliamo infatti di quasi 110 miliardi

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Deficit, tasse e «nessuno sconto dall’Ue». La nuova manovra è già vecchia

Non basta dire che «adesso in Italia si cambia tutto» (Nicola Zingaretti) perché qualcosa cambi davvero. È passata appena una manciata di mesi da quando il Pd accusava il governo gialloverde di realizzare una irresponsabile manovra in deficit. Ma la manovra 2020 uscita ieri dal Consiglio dei ministri del Conte bis non solo «è finanziata con un aumento del deficit, ma quest’anno addirittura metà sarà coperta in deficit».

BEN «20 EURO IN PIÙ» IN BUSTA PAGA

Nella nota di aggiornamento al Def (Documento di economia e finanza, NaDef) varata ieri, «non c’è nessuna svolta», commenta Enrico Marro sul Corriere della Sera. Su una manovra da 30 miliardi, tre quarti saranno utilizzati per impedire l’aumento d...

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Dov’è il vero schifo

La nuova maggioranza giallorossa è andata sotto sul voto alla Camera relativo alla richiesta di arresti domiciliari nei confronti del deputato Diego Sozzani di Forza Italia. Grazie al voto segreto e a 46 “franchi tiratori” è stata respinta la richiesta di autorizzazione a procedere: i voti a favore sono stati 235, 309 i contrari, un astenuto.L’episodio ha fatto piuttosto rumore, soprattutto per il fatto che, dopo la scissione renziana di Italia viva (a cui si imputa l’impallinamento), al primo voto in aula i giallorossi siano già in difficoltà.

Colpevole prima del processo

I quotidiani sono oggi pieni di analisi e commenti sull’accaduto. Al di là delle varie o...

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Di Renzi non ci si può fidare

Egregio direttore, non ho molta simpatia per Matteo Renzi e tuttavia c’è almeno un aspetto della sua “mossa” che, non posso negarlo, mi piace. Mi riferisco al fatto che, distaccandosi dal Pd, Renzi è andato a ricostituire un partito di “centro”. Negli ultimi anni questa parola (“centro”) è diventata una parolaccia, sinonimo di corruttela, trasformismo, loschi affari. Ma per chi, come me, rimpiange la Dc, essa è garanzia di politiche moderate e di buon senso, lontane dagli estremismi. Dunque, almeno su questo aspetto, perché non festeggiare l’avvento di Italia viva di Renzi?Sergio Quinto, via email

Gentile Sergio, credo ci sia un errore alla base del suo ragionamento. O meglio, occorre intendersi bene sul significato della parola “centro”. Se per questo s’intende il “luogo geografico” in cui è andata a collocarsi Italia viva, lei ha senz’altro ragione. L’ex sindaco di Firenze ha scelto quella postazione per far pesare il suo gruppetto di parlamentari, dire la sua sulle nomine, influenzare le decisioni del governo, “tenere sotto ricatto” la maggioranza che dei suoi voti al ...

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Il Conte bis tradotto in parole povere dal margheritese di governo

«Se lavoreremo bene, potremo presentarci insieme già alle regionali. È difficile, ma dobbiamo provarci. Per battere questa destra, ne vale la pena». Abbiamo già scritto che cosa ci sembra che rappresenti, nella sostanza, la nascita del governo Cinquestelle-Pd. Una bella ricostituzione del centronistra prodiano, la vendetta dell’Ulivo.

Non a caso i principali sponsor e testimonial dell’operazione sono tutti petaloni margheritici: Romano Prodi, Matteo Renzi, Paolo Gentiloni eccetera. Senza dimenticare, naturalmente, «il vero vincitore di questa nuova fase giallorossa», come lo definisce Repubblica: Dario Franceschini, «neo ministro dei Beni Culturali e di fatto capo della delegazione dem nel nuovo esecutivo Conte». È suo il virgolettato citato sopra, tratto dall’intervista che ha rilasciato ieri proprio a Repubblica. Un’intervista che, con l’ausilio di qualche traduzione dal marg...

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