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Rompicapo Europee (la Lega gode, il M5s è nei guai)

A dar retta ai sondaggi, si preannunciano grandi cambiamenti nella composizione del prossimo parlamento europeo. Si vota a fine maggio ed è molto probabile che, per la prima volta nella sua storia, non si potrà dare vita a una maggioranza composta da socialisti e popolari. Questo, almeno, a dar retta a un sondaggio commissionato dalla società Kantar Public e reso noto l’altro giorno. Una rilevazione interessante che fa balzare all’occhio due questioni importanti anche per la politica domestica italiana: la prima, la Lega sarà il secondo partito più rappresentato a Bruxelles (27 seggi), secondo solo alla Cdu tedesca (29). La seconda, il M5s non ha una casa e rischia l’irrilevanza.

Ppe ago della bilancia

Vediamo, innanzitutto, i dati. Il partito popolare – cui, in Italia, aderisce Forza Italia – dovrebbe perdere 34 seggi (da 217 a 183), il Psde (cui aderisce il Pd) 51 (da 186 a 135). Se così fosse, poiché la maggioranza è di 353 seggi su 705, ciò significherebbe che, all’interno del parlamento, essa andrebbe trovata seguendo altre combinazioni. Quali? Qui c’è il primo inghippo, nel senso che, rimanendo il Ppe il gruppo più numeroso, esso si ...

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Europee. Nci aderisce a “l’Altra Italia/Forza Italia”

In vista delle prossime elezioni Europee (26 maggio) l’area di centro moderato italiano decide di riorganizzarsi. È per questo che oggi a Roma la componente Ppe di Noi con l’Italia ha scelto di aderire al “l’Altra Italia/Forza Italia” lanciato da Silvio Berlusconi.

Le candidature

Una cinquantina di persone tra deputati, consiglieri regionali e amministratori locali di Nci ha incontrato il leader azzurro a Palazzo Grazioli per confermargli l’adesione del movimento al progetto politico di rilancio dei moderati in Italia. «Occorre mettere in campo ogni energia e ogni risorsa – dice una nota – per sostenere questo progetto: parteciperemo nelle forme che ci saranno richieste al processo costitutivo dell’Altra Italia e ci coinvolgeremo con significative candidature, Saverio Romano nelle isole e Mauro Parolini nel Nord Ovest, nelle liste elettorali guidate da Silvio Berlusconi per le prossime elezioni europee del 26 maggio. Il tempo infausto delle divisioni deve la...

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Tav. L’analisi costi-benefici è una buffonata

Ieri è stata finalmente pubblicata l’analisi costi-benefici sulla Tav voluta dal Movimento 5 stelle e dal ministro Danilo Toninelli. Per il titolare delle Infrastrutture i «numeri sono impietosi, lo stop è l’unica via ma deciderà il governo». Secondo i dati contenuti nel rapporto redatto dalla commissione presieduta dal professore Marco Ponti, completare l’Alta velocità Torino-Lione produrrebbe «perdite per 7 miliardi».

CIFRE SBALLATE

I giornali in edicola, però, fanno notare alcune stranezze contenute nell’analisi, definita dai francesi «straordinariamente di parte». Secondo il

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Attali: “Populismi nefasti, meglio un cambio di governo in Italia”

Redatto da Oltre la Linea.

Lo abbiamo detto e lo ribadiamo. Chi espone le bandiere della Francia è un nemico dell’Italia. L’ottica, al contrario di ciò che affermano le élite globaliste, non è quella sciovinista ma della ragion di stato e dell’Interesse nazionale. A maggior ragione perché presta il fianco a personaggi come Jacques Attali, ex consigliere speciale del presidente Francois Mitterand ed ex presidente della londinese European Bank for ...

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Elezioni Abruzzo. Perché votare centrodestra

Da sinistra, i candidati per le elezioni nella Regione Abruzzo: Sara Marcozzi (M5s), Marco Marsilio (centrodestra), Stefano Flajani (Casapound) e Giovanni Legnini (centrosinistra)

Articolo tratto dal sito di Esserci

Il 10 febbraio, finalmente, dopo un lungo tira e molla dovuto alle tardive dimissioni del presidente uscente Luciano D’Alfonso (centrosinistra), si terranno le elezioni regionali in Abruzzo.

Quali sono i temi prioritari a livello regionale e generale? E in base a quali elementi è possibile scegliere un candidato e uno schieramento piuttosto che un altro?

Come ci ha ricordato di recente Papa Francesco, per i cattolici l’impegno politico costituisce una responsabilità fondamentale per vivere la fede in modo pieno ed autentico e in questo momento storico vi è “urgenza di una nuova stagione del loro impegno sociale e politico, sottraendo la presenza cattolica nella società alla tentazione dell’indiffe...

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Dateci l’autonomia e solleveremo l’Italia

 Luca Zaia, leghista, presidente della Regione Veneto dal 2010, da diversi anni compare sempre in cima alle liste dei “governatori più amati”. Schietto, pragmatico, sa farsi benvolere dalla sua gente. Quando gli sottoponiamo qualche domanda per questa intervista, il territorio della sua regione è squassato dal maltempo che ha causato danni ingenti, lasciando cinquemila persone al buio. Ma già nei primi giorni dopo il disastro, i veneti hanno mostrato di che pasta sono fatti, rimboccandosi le maniche e riaggiustando strade e ponti che acqua e vento hanno distrutto.

Presidente Zaia, se dovesse raccontare il piano di tutela del territorio varato dalla Regione, e lo spirito della pronta e coraggiosa risposta all’emergenza data ancora una volta dal popolo veneto, quali aspetti o quali aneddoti sceglierebbe? 

La letterina del bimbo di Mira che, dopo aver visto in televisione le immagini della montagna devastata, ha inviato al sindaco di Rocca Pietore 5 euro per aiutare a rimettere in piedi il bosco, la nonnina di Torino che con parole commuoventi ha donato i suoi risparmi per le comunità colpite, i bonifici arrivati da Vancouver dalla comunità dei trevisani nel mondo e da un i...

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Venezuela. Costalli (Mcl): «L’Italia esca dal torpore e si allinei all’Europa»

«Le blande, contraddittorie e ondivaghe dichiarazioni del Governo italiano in merito alla questione venezuelana – frutto della contrapposizione sotterranea (ma non troppo) fra le due forze politiche di maggioranza -, sono in totale disaccordo con le linee adottate dell’Unione Europea e non fanno che accrescere l’isolamento politico italiano a livello internazionale»: così il Presidente del Movimento Cristiano Lavoratori (MCL), Carlo Costalli, esprime le sue preoccupazioni per quanto sta avvenendo in questi giorni sui tavoli della politica internazionale.

Posizioni coraggiose

«La tendenza a rinviare una presa di posizione chiara e che sia di sostegno anche alla compattezza del progetto europeo, nonostante il forte richiamo del President...

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L’Italia in recessione blocca le grandi opere «e regala soldi che non ha»

Tutti i giornali oggi scrivono che l’Italia è in recessione. Ieri l’Istat ha certificato che nel quarto trimestre del 2018 il Pil è diminuito dello 0,2%, secondo calo congiunturale consecutivo dopo il -0,1% segnato nel terzo trimestre del 2018. Imprenditori e presidenti di categoria indicano tutti la stessa soluzione avanzata da Matteo Zoppas, alla guida di Confindustria Veneto: «Bisogna far ripartire subito l’economia con misure propulsive. Misure che, per ogni euro investito, ne producano più di uno. Le grandi opere e le infrastrutture», ha dichiarato al Corriere della Sera.

TUTTE LE OPERE BLOCCATE DAI GRILLINI

Entrambe sono ferme al palo, dal momento che dopo l’insediamento del governo gialloverde il ministro delle Infrastrutture, il grillino

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Italia in svendita: ecco come hanno distrutto l’economia nazionale

Redatto da Oltre la Linea.

In data 22 ottobre 2018, la multinazionale italiana Magneti Marelli, storica industria del Bel Paese, quasi centenaria, con sede a Corbetta (Milano) – oggi tra i leader mondiali nella produzione di sistemi ad alta tecnologia per l’industria delle automobili, quali sospensioni, sistemi di illuminazione, quadri di bordo e via discorrendo -, è stata venduta da FCA per il 100% delle proprie quote alla giapponese Calsonic Kansei, a sua volta controllata dal fondo statunitense KKR, per una cifra che si aggira attorno ai 6,2 miliardi di euro.

Un’operazione che ha l’obiettivo di rendere il neo-nato colosso uno dei principali fornitori globali di queste componentistiche tecnologiche, puntando ad ...

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La disobbedienza dei sindaci anti-Salvini è una sceneggiata

«Mi hanno fatto un favore», è un virgolettato attribuito a Matteo Salvini apparso ieri sul Corriere della Sera. Che sia autentico o meno, poco importa, di certo è assai plausibile. L’annuncio di molti sindaci italiani di non voler attuare il decreto sicurezza porta molta acqua al mulino del leader leghista.

DISOBBEDIENZA CIVILE

Tra i diversi primi cittadini le parole di avversione al decreto appena diventato legge assumono sfumature diverse. Si va da quelle rosso fuoco dei sindaci di Palermo, Leoluca Orlando, e Napoli, Luigi De Magistris, che con toni di fuoco hanno proclamato la loro disobbedienza civile, ai toni più razionali del sindaco di Milano Giuseppe Sala o di Bergamo Giorgio Gori.
Se nelle due città del nord prese ad esempio, i due sindaci limitano i loro interventi a contestare gli articoli della legge, in particolare, come dice Gori, «la cancellazione (con poche marginali eccezioni) del permesso di soggiorno per motivi umanitari, che si traduce in un forte aumento dei ...

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