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Macron racconta favole a Mattarela: “Amicizia Italia – Francia indistruttibile”

Redatto da Oltre la Linea.

“Il legame tra i nostri due Paesi e i nostri cittadini è indistruttibile. E’ molto più forte e più profondo di quanto non lo sia tra noi al nostro livello”. Italia e Francia amici per sempre. Emmanuel Macron ama le favole. Come il nostro presidente Mattarella d’altronde, il qu...

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Come si è rovesciata la piramide Europa. Intervista a Giulio Tremonti

Articolo tratto dal numero di Tempi di aprile 2019

Giulio Tremonti ti porta nel suo ufficio e ti mostra, incorniciata come un diploma di laurea, la riproduzione di un telegramma confidenziale del 30 ottobre 2008 dell’ambasciata americana a Roma scovato da Wikileaks che lo riguarda. C’è scritto in inglese: «Giulio Tremonti si è spinto oltre, manifestando pubblicamente il proprio desiderio di abolire gli hedge funds e di assegnare all’Fmi e alla Banca mondiale nuove funzioni riguardanti la vigilanza dei mercati finanziari. Oltre a ciò, è stato citato da The Economist, nel numero del 18 ottobre 2016, come sostenitore di una riforma radicale della finanza internazionale e fautore di un G8 allargato. (…) Tremonti ha sempre espresso una profonda diffidenza circa i benefici della globalizzazione, sostenendo invece una filosofia economica piuttosto eclettica».

«Invece la filosofia economica ortodossa si è schiantata appena una settimana dopo», commenta algi...

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Tra Juncker e i sovranisti, quel che manca è la libertà

Articolo tratto dal numero di Tempi di aprile 2019

Uscita da due terribili guerre mondiali conseguenti a veementi contrapposizioni ideologiche e nazionali, alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso l’Europa pensò di voltare pagina con la costruzione di istituzioni comuni. Per i tre uomini politici di fede cattolica che si trovavano in quegli anni alla guida di Germania, Francia e Italia (Konrad Adenauer, Robert Schuman e Alcide De Gasperi) si trattava di riscoprire quei legami profondi che il Vecchio Continente aveva scordato quando aveva abbandonato le proprie radici.

L’obiettivo era nobile, ma di non facile traduzione. Quello che più stava a cuore era la speranza di evitare altri conflitti e al tempo stesso era chiaro come non fosse possibile darsi un’unica politica estera (un obiettivo che permane irrealistico oggi) e un solo esercito. Da qui l’idea della Ceca, la Comunità economica del carbone e dell’acciaio, per iniziare ad avviare una stretta coll...

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Più regole uguale meno corruzione? «Non è vero»

Da anni questo giornale sostiene che pensare di battere la corruzione aumentando le regole è un boomerang. Le leggi esistono già, il problema è semplificare le procedure, non aumentarle o prevedere autorità (leggi Anac) che controllino tali procedure. Infatti, il risultato paradossale non è la diminuzione della corruzione, ma il suo aumento.

Gara a ostacoli

Il concetto è stato ribadito questa mattina dal ministro della Pubblica amministrazione Giulia Bongiorno che è intervenuta a Radio 24. Rispondendo alle domande di Maria Lat...

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Repubblica chiede ai giudici più «sensibilità culturale extragiudiziaria» (come, prego?)

Leggere Liana Milella, penna regina di Repubblica per la cronaca giudiziaria, è sempre istruttivo. Offre regolarmente un’idea abbastanza chiara delle opinioni e degli orientamenti che vanno per la maggiore nei palazzi di giustizia del nostro paese su alcuni temi cruciali, dal rapporto dei magistrati con il potere politico alle varie sentenze “creative” in ambito civile e sociale. In più, la giornalista di tanto in tanto lascia anche trapelare i retropensieri, i calcoli di bottega e le convinzioni ideologiche spesso inconfessabili che animano tante campagne politico-giudiziarie di uno dei giornali più capaci di “fare egemonia culturale” in Italia. E a volte lo fa con una franchezza che se non fosse ingenuità potrebbe sembrare sfacciataggine.

Prendete per esempio l’edizione di Repubblica di ieri, con quella interessante paginata su “L...

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L’Italia e il voto europeo. Riscoprire il compito di un “popolo in comunità”

Articolo tratto dal numero di Tempi di aprile 2019

Di che cosa ha bisogno oggi l’Italia a livello politico? Di una forza liberale, riformista, popolare, che anteponga le necessità e gli interessi della società a quelli dello Stato, che valorizzi i corpi intermedi a partire dal più piccolo e importante che è la famiglia, che promuova uno sviluppo coerente col rispetto del creato, che non subisca supina i dettami del mainstream che ci vuole tutti uguali, neutri e inoffensivi. Quando, più o meno un anno fa, il paese era stato chiamato al voto per rinnovare il parlamento italiano, avevamo riassunto in uno scioglilingua il criterio con cui ci saremmo avvicinati al 4 marzo: noi scegliamo non chi fa ciò che vogliamo noi, ma chi ci lascia la libertà di fare e pensare quel che vogliamo.

Il panorama circostante lo vedete anche voi, non è il giardino dell’Eden. Un paese che sta attaccato coi cerotti, il debito pubblico che frena ogni possibile tentativo di riforma, una generale aria mefitica di sfiducia e rancore (lo abbiamo visto in atto anche in oc...

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