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L’Italia in recessione blocca le grandi opere «e regala soldi che non ha»

Tutti i giornali oggi scrivono che l’Italia è in recessione. Ieri l’Istat ha certificato che nel quarto trimestre del 2018 il Pil è diminuito dello 0,2%, secondo calo congiunturale consecutivo dopo il -0,1% segnato nel terzo trimestre del 2018. Imprenditori e presidenti di categoria indicano tutti la stessa soluzione avanzata da Matteo Zoppas, alla guida di Confindustria Veneto: «Bisogna far ripartire subito l’economia con misure propulsive. Misure che, per ogni euro investito, ne producano più di uno. Le grandi opere e le infrastrutture», ha dichiarato al Corriere della Sera.

TUTTE LE OPERE BLOCCATE DAI GRILLINI

Entrambe sono ferme al palo, dal momento che dopo l’insediamento del governo gialloverde il ministro delle Infrastrutture, il grillino

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Italia in svendita: ecco come hanno distrutto l’economia nazionale

Redatto da Oltre la Linea.

In data 22 ottobre 2018, la multinazionale italiana Magneti Marelli, storica industria del Bel Paese, quasi centenaria, con sede a Corbetta (Milano) – oggi tra i leader mondiali nella produzione di sistemi ad alta tecnologia per l’industria delle automobili, quali sospensioni, sistemi di illuminazione, quadri di bordo e via discorrendo -, è stata venduta da FCA per il 100% delle proprie quote alla giapponese Calsonic Kansei, a sua volta controllata dal fondo statunitense KKR, per una cifra che si aggira attorno ai 6,2 miliardi di euro.

Un’operazione che ha l’obiettivo di rendere il neo-nato colosso uno dei principali fornitori globali di queste componentistiche tecnologiche, puntando ad ...

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La disobbedienza dei sindaci anti-Salvini è una sceneggiata

«Mi hanno fatto un favore», è un virgolettato attribuito a Matteo Salvini apparso ieri sul Corriere della Sera. Che sia autentico o meno, poco importa, di certo è assai plausibile. L’annuncio di molti sindaci italiani di non voler attuare il decreto sicurezza porta molta acqua al mulino del leader leghista.

DISOBBEDIENZA CIVILE

Tra i diversi primi cittadini le parole di avversione al decreto appena diventato legge assumono sfumature diverse. Si va da quelle rosso fuoco dei sindaci di Palermo, Leoluca Orlando, e Napoli, Luigi De Magistris, che con toni di fuoco hanno proclamato la loro disobbedienza civile, ai toni più razionali del sindaco di Milano Giuseppe Sala o di Bergamo Giorgio Gori.
Se nelle due città del nord prese ad esempio, i due sindaci limitano i loro interventi a contestare gli articoli della legge, in particolare, come dice Gori, «la cancellazione (con poche marginali eccezioni) del permesso di soggiorno per motivi umanitari, che si traduce in un forte aumento dei ...

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Il governo si rimangia già la stangata Ires al no profit (è pure «incostituzionale»)

La manovra non è stata ancora varata e già il governo si rimangia il raddoppio dell’Ires per gli enti no profit. Come scrive oggi il Corriere della Sera, il premier Giuseppe Conte «assicura che “anche alla luce del principio di sussidiarietà” e per l’attenzione che si deve “al Terzo settore” a gennaio “provvederemo ad intervenire per riformulare e calibrare meglio la relativa disciplina fiscale”».

Nella giornata di ieri è stato il vicepremier Luigi Di Maio il primo ad annunciare la marcia indietro, continua il Corriere, «spiegando come non si possa operare direttamente sulla manovra (che dovrebbe essere votata dalla Camera in via definitiva entro domani) per una questione di tempi visto che si andrebbe “all’esercizio provvisorio”, ma che il ristabilimento della tassazione favorevole per il non profit arriverà “con il primo provvedimento utile” a inizio anno». In serata poi, aggiunge il Fatto quotidiano, è toccato a «mezza Lega» assicurare che «la regola sull’Ires era un errore».

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