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No, Carola Rackete non sarà mai una martire

Redatto da Oltre la Linea.

Per i media progressisti, Carola Rackete è già una martire. No, ci dispiace, ma questo non deve e non può proprio accadere. Il gravissimo episodio della Sea Watch va letto sotto un’ottica più ampia e geopolitica. Carola Rackete è uno strumento, un mezzo. L’obiettivo delle Ong che fungono da «agents provocateurs», infatti, è quello di creare larghe coalizioni transnazionali in maniera tale da esercitare fortissime pressioni sui governi presi di mira e plasmarne le politiche (in questo caso migratorie).

Tale azioni sono condotte perché vi è la consapevolezza che all...

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Due anni fa diventava beata Emilia la canestraia, martire nella guerra civile spagnola

Emilia Fernandez Rodriguez è la prima e finora unica donna di etnia rom elevata all’onore degli altari nella storia della Chiesa, e il 25 marzo ricorre il secondo anniversario della proclamazione e della celebrazione della sua beatificazione. Non una beata qualsiasi: Emilia la canestraia, gitana nativa di Tijola, un villaggio della diocesi di Almeria nel sud della Spagna, è parte della vasta schiera dei martiri della fede trucidati in molti modi dai combattenti repubblicani durante la Guerra civile spagnola del 1936-39. Come pure Ceferino Giménez Malla detto “El Pelè”, l’unico altro beato di etnia rom proclamato dalla Chiesa, catechista e terziario francescano, anche lui un gitano spagnolo fucilato il 9 agosto 1936 per aver solidarizzato con un prete che stava per essere arrestato dai miliziani.

MORTA AD ALMERIA E GETTATA IN UNA FOSSA COMUNE

Di Emilia non esiste una tomba o una reliquia, perché dopo la morte nella prigione di Gachas-Colorás ad Almeria il 25 gennaio 1939 fu sepolta in una fossa comune (lo stesso destino di Ceferino). Ma un suo grande ritratto a tempera è collocato in una cappella laterale della mezquita-cattedrale (dedicata all’Immacolata Concezione) di Cord...

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