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Festa della Repubblica, le Forze Armate sfilano al completo

Redatto da Oltre la Linea.

La Repubblica italiana in Festa

Il consueto appuntamento ai Fori Imperiali per la Festa della Repubblica del 2 giugno 2019 si è aperto all’insegna dell’inclusione nelle Forze Armate per volontà del Ministro della Difesa Elisabetta Trenta. La parata è cominciata con l’arrivo di circa trecento sindaci dei comuni italiani, mentre per i militari i primi a comparire sono stati quelli della banda centrale dei Carabinieri, seguiti dalle bandiere delle Forze Armate, sorrette dai rispettivi ufficiali.

I veicoli si sono fermati davanti al palco presidenziale, mentre il tricolore della

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Repubblica commemora un jihadista.

Redatto da Oltre la Linea.

Oggi, Repubblica e i vari bollettini stampa dello straniero hanno inaugurato la giornata commemorando la morte di Abdel Basset al-Sarout, un jihadista. Ucciso dall’esercito siriano durante un’operazione di bonifica a nord della provincia di Hama.

Promessa del calcio siriano ed ex portiere della Nazionale giovanile“. “Una carriera radiosa interrotta troppo precocemente, all’età di 27 anni“. Questo il tenore degli articoli. Una beatificazione vomitevole che non si vedeva dal necrologio funebre in onore di

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A che serve una campagna elettorale a Salvini quando ha già Saviano e Repubblica?

Pur essendo un accanito odiatore interessato solamente a diffondere il veleno del risentimento con tutti i mezzi possibili, compresa la calunnia, anzi, soprattutto la calunnia, il Correttore di bozze sa ancora riconoscere un atto di generosità disinteressata. Perciò oggi, invece di sprecare un’altra giornata della sua già dilapidata vita a trollare le bacheche social delle persone perbene, quell’infame sente il dovere di mettere nero su bianco un sentito ringraziamento – udite udite – alla famiglia De Benedetti.

Intendiamoci, il Correttore continua a pensare tutto il peggio di una famiglia che ha fatto così tanto per inoculare e coltivare il virus della democrazia nell’italiano medio. E però, a conti fatti, non si può non esserle riconoscenti per la decisione di seccare Mario Calabresi e rimpiazzarlo con Carlo Verdelli. Con il nuovo direttore, infatti, Repubblica ha ritrovato una faziosità che non si...

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